Cari figli, oggi vi invito di nuovo alla preghiera
affinché con la preghiera, il digiuno e i piccoli sacrifici,
vi prepariate alla venuta di Gesù.
Che questo tempo, figlioli, sia per voi un tempo di grazia.
Approfittate di ogni momento e fate il bene, perché solo
così potrete sentire nei vostri cuori la nascita di
Gesù.
Se voi, con la vostra vita, date l'esempio e diventate segno
dell'amore di Dio, la gioia prevarrà nei cuori degli
uomini.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Il Natale è un dono dall'alto. E' un'occasione di grazia
offertaci per pura iniziativa divina, da accogliere in un cuore ben
disposto. Questa festa non è solo la commemorazione di un
evento, ma il "memoriale" di un mistero che si ripete, carico della
stessa grazia di 2mila anni fa. Dio batte ancora alla nostra porta
per comunicarci la vita divina, quella del suo Figlio fatto uomo.
Approfittiamo di così grande dono e allora questo sarà
tempo di grazia e diventeremo segno dell'amore di Dio. Così
gli uomini vedranno attraverso noi questa gioia e la potranno
accogliere: Pace in terra agli uomini che Egli ama. Ecco il succo del
messaggio.
1. Fin dai primi messaggi la Madonna ci parlava di come preparare e
vivere il Natale; oggi ce ne spiega ancora le condizioni. Anzitutto
vi invito di nuovo alla preghiera. Occorre dare il tempo e il cuore a
Dio perché egli possa comunicare a noi il suo amore, la sua
sete bruciante di averci nella primitiva comunione d'amore, di
sentirsi ancora dire "Padre" assieme al Figlio suo, e darci tutto,
proprio tutto quello che ci rende veramente felici.
Ma dobbiamo creare le condizioni per poter pregare e accogliere il
suo amore, imparando dal presepio, come ci insegna Maria: con la
preghiera, il digiuno e i piccoli sacrifici vi preparerete alla
venuta di Gesù. Gesù nasce in noi proprio mediante la
preghiera, la quale è possibile ed efficace quando è
preparata dal digiuno.
Questo vuol dire Pietro quando ci esorta: Vigilate e siate sobrii per
poter attendere alla preghiera (1Pt 4,7).
2. Per poter pregare occorre anzitutto il digiuno del silenzio
davanti all'invasione quotidiana degli uomini e delle cose. Occorre
fare decisamente tagli in tutto ciò che non è
necessario, di modo che il cuore diventi come una grotta di
povertà e silenzio, in cui possa abitare Gesù. Dio non
trova posto dove c'è la mente ingombra di curiosità
vane, di discorsi inutili, di letture, di fantasie e di passioni, che
occupano il cuore. Ricorda qui il digiuno della televisione.
E nemmeno Gesù trova posto dove c'è la sazietà
dei beni materiali, l'assillo di infinite esigenze e la ricerca
continua e smodata di ciò che piace alla carne. Di tutto
questo il diavolo si serve per addormentarci e allentare la nostra
tensione verso Dio, fino a far attenuare di molto o a far sparire
completamente il senso del peccato.
L'anima deve trovare la sua quiete per poter pregare, essere attenta
alle urgenze di Dio e non alle proprie, per disporsi alle sue divine
operazioni. L'amore farà tutto questo. E farà anche
rinunciare a tante piccole cose, cioè fare piccoli sacrifici
per alimentare l'olio nella lampada.
3. Perché questo sia un tempo di grazia, dobbiamo approfittare
di ogni momento e disporre del nostro tempo non più a nostro
piacimento, ma nella ricerca continua della volontà di Dio,
nelle tante occasioni che egli ci offre di fare il bene, cioè
di compiere tutte le opere da lui volute, in primo luogo quelle di
misericordia.
Per un dono così grande occorre il massimo impegno: aver
sempre presente nel cuore la meta e non allentare la tensione, come
uno che corre al traguardo e non ha tempo di voltarsi né a
destra né a sinistra. Ogni amore grande esige una tensione
totale del cuore e non ammette soluzioni di continuità,
né libere uscite. La mamma è così attenta al suo
bambino, che non lo perde mai di vista, neanche nelle sue faccende e
nemmeno se si assenta. Così deve essere l'impegno,
l'attenzione dell'anima al dono di Dio. Niente ce ne può
distrarre.
I testimoni del primo Natale furono presi totalmente dall'evento,
corsero senza indugio verso il Bambino, riferirono l'annuncio e
tornarono glorificando Dio per quanto avevano visto e udito, come era
stato loro detto (cf Luca 2,16...). E alcuni vennero da lontano a
costo di tanti sacrifici e pericoli e offrirono tutto (cf Mt 2). E
perché dovrebbe essere diverso oggi per il nostro Natale?
Abbiamo una grande responsabilità nel non lasciar passare
invano la venuta del Signore. Se accoglieremo l'invito di Maria, e
Gesù verrà ad abitare in noi, diffonderemo la gioia e
la pace del Natale e contribuiremo a farle prevalere nei cuori degli
uomini, nonostante tutto. d. Angelo
Cari figli! Oggi sono con voi in modo speciale, tenendo
Gesù bambino in braccio e vi invito, figlioli, ad aprirvi alla
sua chiamata: Lui vi chiama alla gioia. Figlioli, vivete gioiosamente
i messaggi del Vangelo, che ripeto da quando sono con voi.
Figlioli, io sono vostra madre, e desidero svelarvi il Dio dell'Amore
e il Dio della Pace. Io non voglio che la vostra vita sia nella
tristezza, ma che si realizzi nella gioia per l'eternità,
secondo il Vangelo: solo così la vostra vita avrà
senso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
In questo messaggio natalizio la Madonna si rivela come
l'ostensorio di Gesù. Lei è la tenda del Sole, che esce
come Sposo dalla stanza nuziale (cf sal 18). Per Natale, radiosa Lei
stessa, tenendolo in braccio, ce lo mostra come la luce del mondo e
la nostra vita: in Lui era la vita e la Vita era luce degli uomini
(Giov 1,4). Questa pienezza di vita è la nostra comunione con
Dio, che fu infranta con il peccato, ma che Gesù ci ha
ridonato. Egli infatti è il Vangelo, cioè il lieto
annunzio dell'Amore e della Pace di Dio: Dio è di nuovo con
noi: l'Emmanuele.
La nostra Madre desidera che ci apriamo all'invito di Gesù,
che è invito alla gioia: Alzati, amica mia, mia bella e vieni
-Egli ripete a ciascuno- il tempo del canto è tornato...
Mostrami il tuo volto, fammi sentire la tua voce (cf Cant 2,10-14),
tanto gli siamo cari e ci vuol donare la sua gioia divina. Dopo il
perdono che vi ho dato, rimanete nel mio amore, come Io rimango
nell'amore del Padre mio. Questo vi ho detto perché la mia
gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Giov 15,9-11).
Ora Maria ci invita a vivere gioiosamente i messaggi del Vangelo, che
Lei ci ripete da 15 anni e 6 mesi. Ella ci conferma che essi sono gli
stessi del Vangelo e con essi è venuta a svelarci il Dio
dell'Amore e della Pace... Non voglio che la vostra vita sia nella
tristezza, ma che si realizzi nella gioia, anzi in una gioia che non
avrà mai fine ("per l'eternità"): se non fosse
così, la vita non avrebbe senso.
Perché allora noi siamo spesso nella tristezza? Dobbiamo
esaminarci quale ne è il motivo. La tristezza è
l'assenza di Dio ed è causata dal peccato che ci separa da
Lui. Sono anche le tribolazioni, le croci, i pesi della vita
affrontati senza Colui che è venuto a portarli per noi (cf Mt
8,17). Sono le voglie e le passioni frustrate, la ricerca smodata di
una posizione, di beni e di piaceri che ci lasceranno amareggiati e
distrutti. E' vano cercare quello che dà subito gioia e
soddisfazione. Solo seguendo la volontà di Gesù e
prendendo la propria croce, si avrà la vera gioia che nessuno
potrà togliere... e la stessa tristezza si muterà in
gioia, come l'afflizione della donna per le doglie del parto (cf Giov
16,20-21). Tristezza è vedere dei cristiani dai musi lunghi,
pieni di lamentele, di rivendicazioni, di delusioni: tutto
all'opposto del Vangelo della gioia. Gli Atti ci mostrano una
comunità cristiana che si riuniva nella gioia e nella
semplicità di cuore, godendo la grazia presso tutti, anche
negli eventi tristi e nelle persecuzioni (At 2,42-47; 5,41;
9,21).
Gesù ha portato in terra la gloria di Dio e la pace agli
uomini della sua benevolenza, invitandoli a portare il giogo soave e
il carico leggero dei suoi messaggi evangelici. Se non accettiamo
questo, rimarremo affaticati e oppressi (cf Mt 11,28-30) [e Dio
non voglia, disperati] e soccomberemo. Accogliamo il Natale e il
suo messaggio d'amore e annunceremo a tutti la gioia e la pace che ne
viene.
d. A.
Mai una esaltazione del "Sacerdozio in eterno" come quella
avvenuta in occasione del 50. di sacerdozio del S.Padre. Mai una
manifestazione più familiare e sentita in un luogo così
solenne! 700 sacerdoti della diocesi di Roma hanno celebrato con lui
il 1^ novembre e circa 1500 tra sacerdoti, vescovi e cardinali da
tutto il mondo, ordinati come lui nel '46, hanno celebrato con lui i
cinquant'anni di sacerdozio, nel vespro di venerdì 7 novembre.
Hanno continuato poi la festa domenica 10 con il pontificale in
S.Pietro e la manifestazione pubblica nella piazza; poi hanno
partecipato al pranzo comune nell'anticamera dell'aula Nervi.
Non c'é vecchiaia per il sacerdote, sembrava volesse dire il
papa a tutti i suoi coetanei: "Se a 50 anni dall'Eccomi pronunciato
nel giorno dell'ordinazione sacerdotale, le forze corporali vanno via
via affievolendosi, così non è per l'altra forza,
quella interiore. Siamo ministri di Dio e della sua Sposa e per il
tempo che Dio vorrà, ci attende un compito formidabile. Non ci
colga la tentazione di ripetere il lamento di Geremia: Ahimè,
Signore Dio, ecco io non so parlare perché
sono vecchio... Di giorno in giorno mettiamo a disposizione di Cristo
le nostre labbra, le nostre mani... No, non può esserci
vocazione più grande di questa e l'avanzare degli anni non
può essere considerato un impedimento". (7 nov)
"Carissimi sacerdoti! Siamo oggi riuniti in questa basilica per
ricordare quel momento solenne di 50 anni fa, quando con trepidazione
prendemmo per la prima volta nelle nostre mani il calice della
salvezza. Lo abbiamo ereditato da Cristo stesso. Quel calice
stringemmo allora nelle nostre mani, rivivendo l'atmosfera carica di
mistero dell'ultima cena... (10 nov)
Sono venute poi le testimonianze "giubilari" di sacerdoti reduci
dal carcere e dalle avventure più disparate. Citiamo solo
quelle di due anziani sacerdoti dall'estremo oriente che parlano con
accenti commoventi delle loro chiese perseguitate: Birmania e Cina.
Alla fine osano raccomandare alcuni desideri che hanno nel cuore e
dovremmo far nostri:
a) rigorosità nel preparare i sacramenti e nella formazione
dei preti;
b) il celibato: è la prima garanzia che un prete appartiene a
tutti. Chi abbandona le promesse diventa più infedele di
quelli che non credono e dimostra di non essere neanche una persona
adulta;
c) tutte le Chiese, anche le più giovani, devono farsi carico
del mondo intero; (e poi una nostalgia per il latino e per il
gregoriano...).
(Ricordi e riflessioni sulla sua vocazione sono contenuti in un
libro-testimonianza:"Dono e mistero", dedicato per l'occasione ai
sacerdoti: Libreria Ed.Vaticana).
Trionfo e immolazione. Sono stati giorni di consolazione ben meritati per il S.Padre. Ma al breve trionfo di Gesù nella festa delle palme, è seguita la passione; e alla cena pasquale la sua immolazione sulla croce. Il Papa sa che questa sorte attende anche lui come vero discepolo, anzi vicario, di Gesù. Tutto questo verrà più ad opera di nemici interni che tramano contro di lui, che da nemici esterni. Ma egli, come agnello mansueto (Ger 11,19) non dice parola contro gli avversari che gli stanno attorno, non fa intendere lamenti, ma ha solo parole di pace: questo ci meraviglia ancor più. In lui Gesù si consegna ancora per noi. Preghiamo unanimi con forza, come faceva la Chiesa di Gerusalemme per Pietro prigioniero. Il Signore lo conservi, lo fortifichi... e non lo abbandoni nelle mani dei suoi nemici.
La preparazione immediata al grande Giubileo del 2000 è iniziata nei primi vespri di Avvento, 30 novembre '96. Questa meta è sempre presente nello sguardo del Papa, speriamo lo sia altrettanto in chi è destinatario di questo grande dono: "Tutto il programma di preparazione al 3^ millennio dovrebbe aiutarci a scoprire la gloria di Dio che si è svelata in Cristo nel Vangelo e a condurci, a Dio piacendo, fino alle soglie della Porta Santa, che sarà aperta la notte di Natale del 1999": porta di grazia e di misericordia divina.
La tragedia di 800 milioni di persone nel mondo mancanti del cibo necessario, evocate alla FAO, e le centinaia di migliaia di profughi ruandesi e burundesi in Zaire, vaganti nelle foreste privi di tutto, hanno provocato i ripetuti appelli angosciosi del Papa: "Nessuna incertezza, nessun pretesto, nessun calcolo potranno mai giustificare un ulteriore ritardo nell'assistenza umanitaria a questi fratelli. Nella regione dei Grandi Laghi si sta consumando una tragedia atroce e il mondo resta inerte". E il Papa non teme di affermare che "tutti i membri della Chiesa che si sono macchiati di colpe durante il genocidio in Ruanda (1 milione di persone) devono avere il coraggio di sopportare le conseguenze dei fatti che hanno commesso contro Dio e contro il loro prossimo. Ne renderanno conto a Dio". E a tutti i profughi si deve preparare un rientro onorevole nella dignità e sicurezza, nella riconciliazione degli animi, nella verità.
Offri il perdono, ricevi la pace è; il tema della giornata della pace, 1 gennaio 1997: "La pace si costruisce sul perdono da dare e da ricevere, che ha una forza irresistibile. La riconciliazione, che viene da Dio, non elimina l'esigenza della riparazione e della memoria per imparare dalle esperienze sofferte che solo l'amore costruisce, mentre l'odio produce solo rovina..."
Davanti all'Immacolata - di piazza di Spagna a Roma, il
Papa, dopo aver elevato un inno alla "bellezza" di Maria, così
ha pregato:Ti rendiamo grazie, o Immacolata,- per essere in mezzo a
noi- in questa tua immagine elevata in alto,- che ricorda il prodigio
di grazia - che il Signore ha realizzato in Te, - e stimola il nostro
costante impegno - nel vincere ogni forma di male.
Ti ringraziamo, o Vergine Santa, - per averci qui convocati - a
contemplare la tua Immacolata Concezione, - e a rinnovare l'impegno
personale - di partecipazione alla Missione cittadina, - che intende
far risplendere il volto del tuo Figlio - in ogni angolo della
Città.
Ti ringraziamo, o Madre nostra, - per il dono di questo annuale
appuntamento - con il mistero della tua bellezza, - che ci stupisce
ogni volta, - perché unica i incontaminata. - Tota pulchra es
Maria!
Giovanni Paolo II, 76 anni, 50 di sacerdozio: le sofferenze
causate da malattie, attentato, dure battaglie in difesa della
verità, invece di indebolirlo lo hanno temprato
ulteriormente.
E' stato chiesto a mons.Vincenzo Thu, vietnamita per 8 anni
segretario particolare del Papa, fino al febbraio di quest'anno
accanto al polacco mons.Dziwisz:
Qual è il segreto di questa forza?: Ha risposto: La S.Messa
è l'atto quotidiano che costituisce il cuore della sua
giornata. Come ha detto lui stesso, non ha perso mai una Messa,
neanche da malato: allora si faceva installare l'altare vicino al
letto, uno celebrava ed egli seguiva concelebrando. Nemmeno i 72
viaggi all'estero e la visita a 120 diocesi italiane l'hanno distolto
dalla Messa, che lui ha sempre voluto come momento centrale dei suoi
incontri.
Il grande impegno con cui il Papa affronta la preghiera fin dalle
5,30 di ogni mattina con la Messa che segue, genera in lui un clima
di comunione per tutta la giornata; è la grande forza che lo
regge. Egli rimane sereno e tranquillo perché è sempre
in unione con il Signore. (Un'altro collaboratore racconta: quando va
nella sua cappella privata e prega a salve, se non c'é
nessuno, si butta davanti al tabernacolo e sta lì con le
braccia in croce. Ci resta anche per ore, fino a notte fonda. Lui sa
insomma di essere in compagnia di quel Cristo di cui è vicario
in terra. E qualche volta, siccome non si decide di andare a letto,
lo debbono addirittura tirare per i piedi)
Come prega il Papa? Stargli vicino e vedere come prega è
un'esperienza unica. Prega appassionatamente, ad occhi chiusi e con
frequenti invocazioni, come: o Signore! O mio Dio! "Io prendo nota
delle intenzioni che mi vengono indicate da persone di tutto il mondo
-confidava ai sacerdoti- e le conservo nella mia cappella
sull'inginocchiatoio perché siano presenti in ogni momento
nella mia coscienza, anche quando non possono essere ripetute
espressamente ogni giorno. Rimangono lì, il Signore le
conosce"...
Chiudendo gli occhi si immerge nella preghiera. E' così
intento a pregare che a volte, quando apre gli occhi, non sa
più a che punto siamo con il messale. Il suo abbandono nella
preghiera è così totale che entra quasi in uno stato di
estasi. Ho visto spesso anche vescovi e cardinali concelebranti che,
fissando lo sguardo sul S.Padre ne rimangono impressionati. Un
cardinale ha raccontato che durante il conclave, ogni volta che
durante la notte entrava nella cappella Sistina, lo trovava
inginocchiato in un angolo a pregare. Fa la Via Crucis ogni
settimana, osserva i digiuni sul serio, recita il Rosario intero
tutti i giorni. Nella sua devozione a Maria si ispira, com'è
noto, a S.Luigi M.de Montfort, da cui ha ripreso il motto Totus Tuus;
ha letto S.Teresa d'Avila, S.Giovanni della Croce e S.Bernardo. Un
mattino non lo vedevamo arrivare per le udienze. Lo cercai e lo
trovai con le mani incrociate che guardava in alto la Madonna, ma con
una tale intensità, che mi sembrava un bambino davanti alla
mamma. Un'altra volta, in un rigido dicembre lo cercavamo e lo
trovammo sulla terrazza davanti a un piccolo altarino con la Madonna
di Fatima, inginocchiato con un mantello nero da prete sulle spalle.
Lo chiamai, ma lui ha continuato a pregare per un po' di tempo senza
alzarsi. Riponendo alcuni suoi fogli, ho scoperto che quando scrive
omelie o encicliche, in un angolo di ogni pagina c'è
un'invocazione a Maria...
E' un Papa che ascolta e legge molto? Dedica circa un'ora alla
lettura personale dalle 22 alle 23: legge articoli o libri messi da
parte durante il giorno. E' anche molto sensibile all'ascolto di
solito il martedì convoca 5 o 6 esperti in varie discipline,
già preparati, per discutere su temi di grande rilievo: da
questioni teologiche, a politica; dalle nuove scoperte della fisica,
alle armi nucleari.
Lo sguardo del Papa va ben oltre i nostri orizzonti e guarda alla
Cina, l'immenso campo che attende la mietitura: un miliardo e 200mila
persone, dove ancora la libertà è soffocata, ma che,
per necessità fisica, deve aprirsi al mondo per utilizzare il
suo immenso potenziale. Il Papa si rivolge al piccolo gregge dei
cattolici: circa 12milioni, di cui la metà è fedele
alla Chiesa di Roma e vive in clandestinità, l'altra
metà appartiene alla chiesa "patriottica", che però non
si sente, come sembrerebbe, così divisa dall'altra, se nelle
loro Messe da tempo si prega per il Papa e la Chiesa di Roma, e la
stessa Santa Sede non li considera scismatici.
Il 3 dicembre, memoria di S.Francesco Saverio, patrono delle
missioni, ricorreva il 70^ anniversario delle prime ordinazioni
episcopali in quella terra e il 50^ dell'istituzione della gerarchia
ecclesiastica, Giovanni Paolo II ha inviato, per la prima volta uno
storico discorso alla popolazione cinese dalla Radio Vaticana, via
satellite, il che ha permesso a Radio Veritas (la radio cattolica che
copre tutta l'Asia trasmettendo nelle varie lingue locali) di
rilanciarlo in tutti gli angoli della Cina.
Nel secolo scorso la fede nata in Cina era diventata strumento di
dominio delle potenze europee vittoriose, da cui dipendeva la
libertà per i missionari di predicare il Vangelo. Ma agli
inizi di questo secolo, ad opera di instancabili pionieri, tra cui il
Card.Costantini, si è arrivati a una "cinesizzazione" delle
comunità cristiane fino a ordinare vescovi cinesi nel 1926 e a
istituire una gerarchia regolare nel 1946, con 20 arcivescovati e 79
diocesi. Così la Chiesa cinese, diventata autoctona, ha potuto
prepararsi alla grande sfida del regime comunista. 16Milioni di
cattolici, rimasti soli dopo la cacciata dei missionari stranieri,
hanno dato ampia prova di maturità nel martirio e
nell'evangelizzazione fino ad oggi.
Il Santo Padre, ricordando i tanti martiri, ha chiesto ai Vescovi e
ai cattolici di rimanere fedeli all'unica Chiesa di Cristo senza
compromessi, "non cedendo alle concezioni di una Chiesa che non
corrispondono né alla volontà del Signore Gesù,
né alla fede cattolica, né al sentimento e alla
convinzione della grande maggioranza dei cattolici cinesi". Venendo
meno tale fede, "ne deriverebbe una divisione capace di generare solo
confusione, a detrimento sia della fede stessa, sia del contributo
che i fedeli possono offrire alla patria come artefici di pace e di
progresso sociale".
Ma il Papa li invita anche ad essere "gli uomini della comunione e ad
instaurare un dialogo nella verità e nella carità anche
con coloro che, a causa delle gravi e perduranti difficoltà si
sono allontanati, in certi aspetti, dalla pienezza della
verità cattolica". Qui è evidente la comprensione del
Papa e la sua mano tesa verso la Chiesa patriottica.
Nello stesso tempo il Papa si rivolge alle autorità cinesi
perché "non abbiano paura né di Cristo né della
sua Chiesa" e le ha "rassicurate, perché un discepolo di
Cristo può vivere la fede in qualsiasi ordinamento politico,
purché sia rispettato il suo diritto a comportarsi secondo la
propria coscienza e la propria fede... Ai credenti anzi, chiedo di
dare sempre più, con entusiasmo e dedizione, il contributo
delle loro energie e dei loro talenti allo sviluppo di questa
nazione, che ha un ruolo così importante da svolgere nella
comunità delle nazioni".
Alla fine del messaggio, veramente straordinario, il S.Padre esprime
il "desiderio di poter incontrare personalmente i cattolici cinesi
per esprimere con la stessa fede e con lo stesso amore il
ringraziamento al Padre quando a Lui piacerà". Gli orizzonti
del suo pontificato veramente si allargano sempre più. Se il
S.Padre ha fatto un passo così deciso verso la Cina, vuol dire
che il momento è favorevole.
"Beati i perseguitati". Per ora la libertà religiosa è ancora coartata, perché in Cina qualsiasi atto di religione deve essere esercitato nell'ambito di organizzazioni autirizzate dallo stato. Recentemente il regime ha condannato a lunghe pene 5 cattolici, colpevoli di aver organizzato la Legio Mariae nello Zejiang; sono state abbattute Chiese di fortuna, erette senza autorizzazione da cattolici "non patriottici". Altri 80 fedeli sono stati arrestati il 14 novembre nello Jiangxi, dove i credenti sono 20mila, per impedire la celebrazione di una grande Messa all'aperto per Natale. La religione deve servire al potere politico in Cina, né più né meno di quando un secolo fa i poteri coloniali predicavano il sostegno alle religioni, ma solo per il loro tornaconto. Eppure la "Parola di verità non è legata" e siamo certi che alla fine la Croce sarà vittoriosa. **
La Chiesa armena (6 milioni di fedeli), ritenuta monofisita (errore secondo cui in Cristo ci sarebbe la sola natura divina) e quindi rimasta per 15 secoli fuori dalla comunione delle Chiese del dopo-Calcedonia, superati gli equivoci, è ora unita nella stessa fede alla Chiesa cattolica. Il suo capo, il Catholicos Karekin I e il Papa hanno firmato il 13 dicembre una dichiarazione comune in cui si afferma che "Cristo è Dio perfetto nella sua divinità e uomo perfetto nella sua umanità, e la sua divinità è unita alla sua umanità nell'unica Persona del Figlio di Dio", secondo la fede cattolica. Rimane solo da superare l'ostacolo del primato del Papa.
Il Primate anglicano Leonard Carey nella visita al Papa, il 5 dicembre ha pure firmato col Papa una dichiarazione in cui si afferma "la necessità di una fervente preghiera per la grazia della riconciliazione" in vista del 2000. Il Papa l'ha invitato a intraprendere "sforzi sinceri" sulla strada dell'unità. In realtà la Chiesa inglese non sembra voler superare il solco profondo che si è creato con l'ordinazione delle donne-prete: ora si ordinano anche donne-vescovi. E questo nonostante la forte reazione di preti e comunità anglicane, che per questo sono passati alla Chiesa cattolica.
Oggi si parla molto di satana, ma per ciò che riguarda una
sua presenza straordinaria, attraverso disgrazie, possessioni,
malefici, vessazioni, infestazioni, ecc., che danneggiano il fisico o
la psiche dell'uomo. Sì, satana è omicida fin dal
principio (Gv 8,44) e quindi è fuori discussione che voglia
danneggiare l'uomo anche in questo senso, per farlo bestemmiare
contro Dio, a cui attribuisce la causa di tanti mali. Ma ciò
da cui dobbiamo guardarci ben di più sono le astute trame, da
lui tese per la rovina delle anime e la devastazione della
Chiesa.
Per questo, dopo esser stato scacciato dal Più Forte nel
Battesimo, da spirito intelligente, si nasconde e si mimetizza sotto
gli aspetti più innocui e seducenti per ingannare l'uomo e
spia ogni occasione per dar l'assalto alla preda e rubarla a Dio: Sta
in agguato come leone nel covo per ghermire il misero, attirandolo
nella rete (sal 10). La sua più grande ambizione è
arrivare alla sua nemica, la Chiesa, che ha il compito e il potere di
sconfiggerlo, fino a sedersi sul trono stesso di Dio (2Tes 2,4).
Per questo le sue arti sono dirette a travolgere i ministri di Dio e
le anime consacrate. Verso di loro la sua azione è più
insidiosa, subdola e astuta. E guai se vien meno la preghiera, la
fiducia in Dio e la vigilanza: cadono nella rete, ed è la
sconfitta. E la caduta dei servi di Dio trascina con se quella del
popolo di Dio.
Satana cerca di offuscare in loro la fede nella presenza e nella
potenza di Dio, fino a dubitare di Lui, delle sue leggi, dei vincoli
con la sua Chiesa. Di fronte alla Sua Parola, egli insinua come a
Eva: ma è proprio vero?...E di fronte alla legge: l'uomo ha le
sue esigenze...E poi non è proprio un gran male. Tutto questo
egli fa apparire naturale, perché "ormai tutti gli uomini sono
su questa strada".
Così, quando l'occhio è guasto, tutto è
offuscato (cf Mt 6,23). La coscienza falsata e il cuore corrotto non
possono fare esperienza di Dio: Beati i puri di cuore perché
(solo loro) vedranno Dio. Il raggio purissimo delle comunicazioni
divine non può penetrare in un cuore sensuale ed ogni
accostamento di esso ai misteri divini diventa profanazione,
sacrilegio, corruzione del sacro. Da qui vengono anche gli
sbandamenti dottrinali.
"Il demonio è troppo padrone di un'anima che non sia casta,
per lasciarvi entrare la Verità. Tu non potevi entrare, Dio
mio, nella mia anima, in cui il demonio delle passioni immonde la
faceva da padrone" esclama P.de Foucauld nel suo diario.
Questa è la strada di satana, anche se nessuno lo dice ed egli
lo nasconde. Dicono i santi: la maggior parte delle anime che sono
all'inferno, ci sono a causa dei peccati impuri, o non senza di essi
(S.Curato d'Ars). La purezza è legata alla fede, alla speranza
e alla carità, che il demonio cerca di spegnere con il
lavaggio del cervello operato dai mass media e dalla cultura
secolarizzata, fino a far scomparire il senso del peccato, del
mistero rivelato, della vita eterna. Ormai sono largamente scomparsi
dalla predicazione i temi della vita futura, della grazia, della
purezza. Il "padre della menzogna" ci chiude insensibilmente gli
occhi alla verità e poi, per catturarci meglio, fa scomparire
pian piano anche tutte le difese: la prudenza del serpente, la fuga
davanti al pericolo (chi ama il pericolo in esso perirà),
l'abito che ci distingue come uomini di Dio, la riservatezza nei
contatti, negli affetti, nelle conversazioni, negli spettacoli, la
mortificazione, degli occhi soprattutto. Ci fa credere che tutto sia
innocuo per ghermirci nella rete e, una volta caduti, minimizza il
male.
Così il diavolo cattura con facilità quelli che
dovrebbero sconfiggere il suo regno.
Il peccato poi arresta lo slancio nella preghiera, l'amore vero che
si sacrifica. La consacrazione a Dio e la comunione con i fratelli e
le sorelle diventa un peso. Tutto ciò rende il ministero privo
di efficacia, sterile l'apostolato, nonostante un'attività
estenuante, perché solo la verginità è feconda
(S.Ambrogio). Per questo tante anime, pur dotate di carismi e di
ministeri, si arrestano e non fanno frutti di bene, mentre sappiamo
quanti ne producono, pur senza rumore, le anime pure.
Ecco perché la Madonna a La Salette ha avuto quelle parole
così drammatiche: "I sacerdoti, i ministri di mio Figlio, con
la loro vita cattiva, con le loro irriverenze ed empietà nel
celebrare i santi Misteri, con l'amore per il denaro, per gli onori
ed i piaceri, sono diventati cloache di impurità...I capi, i
condottieri del popolo di Dio, hanno dimenticato la preghiera e la
penitenza e il demonio ha ottenebrato le loro menti; essi sono
divenuti quelle stelle erranti che l'antico diavolo con la sua coda
trascinerà alla rovina...Molti abbandoneranno la fede...E la
Chiesa passerà una spaventosa crisi...". Speriamo di non
meritarci queste parole. Ciò che riportiamo è per
premunirci, o perché rimediamo in tempo.
Il contenuto del segreto di La Salette, di cui abbiamo riportato solo
i tratti iniziali, si è adempiuto in questo secolo ed è
stato ben percepito e trascritto in alcuni documenti di Leone XIII,
che ha incontrato personalmente Melania, la veggente di La
Salette.
(vedi Melania, ombre e luci, ed Il Segno, UD,v.Piave 27 e "30 Giorni
11 novembre, pag.86) **
Un Vescovo inglese, Mons.Augustine Harris, della diocesi di
Liverpool, ha trascorso due settimane a Medj. in settembre. E' stato
guida spirituale di due gruppi di pellegrini, haconfessato e
celebrato instancabilmente.
Prima di partire da Medj., ha dichiarato: "Sono nato nel 1917, quando
c'era la guerra; pure sotto la guerra sono stato ordinato, nel 1942.
Ora qui a Medj. si parla molto di pace dopo una terribile guerra. Ma
mi sembra che si parli troppo superficialmente di pace. Se cerchiamo
una pace vera, ci è necessario qualcosa di ben più
profondo. La Madonna non vuole che ripetiamo sempre lo stesso errore:
parlare di pace e non andare in profondità nel cuore, dove si
realizza la pace vera. Qui Maria ci insegna la pace vera.
Di Medj. sono venuto a sapere da miei amici e da diversi scritti. A
Medj. si prega molto, ma dobbiamo far attenzione che questa preghiera
entri nel cuore e che lo cambi. I miei amici sono venuti a Medj.
spesso e ora anch'io sono venuto con loro in forma privata. Essi
hanno organizzato un pellegrinaggio e mi hanno chiesto se volevo
esserne l'accompagnatore spirituale. Ho accettato. Mi è chiaro
che bisogna continuamente parlare ai pellegrini della
profondità della preghiera: meditare e vivere quello che
proclamiamo. Tuttavia ciò che qui è importante è
la confessione. La gente è veramente pronta ad incontrarsi
faccia a faccia con se stessa. Sono pronti a pentirsi e a fare
penitenza. Sono convinto che questa è l'esperienza più
forte di Medj.: rinnovarsi e convertirsi. Bisogna però
ripetere continuamente alla gente che questo è soltanto un
inizio e non la fine del processo di conversione. Devono partire di
qui con la decisione forte di continuare a pregare a casa loro,
personalmente, nelle loro famiglie e nei gruppi di preghiera"
Che cosa dice sul Vescovo locale e sulle apparizioni: "Non si
può dir di no alla gente che viene qui per cambiare vita"
Alla domanda: "La disturba il fatto che il Vescovo locale non accetta
le apparizioni?", Mons.Harris ha risposto: "Io non voglio giudicare
il Vescovo locale. Quello che desidero dire è questo: quando
una persona viene qui a pregare, desidera confessarsi e cambiare la
propria vita, non potete dire di no!. Molta gente vive nella paura,
molti sono confusi, non sanno cosa fare e come comportarsi. Io direi
loro che è bene venire a Medj. Qui si libera la coscienza, si
trova l'essenziale, si supera ogni confusione. Io qui vedo questo in
molti.
Per quanto riguarda le apparizioni, forse ci sono, forse no. Io
personalmente non ho motivi per non crederci. Ho incontrato una
veggente e posso dire che è una brava persona. Non posso
credere che per anni i veggenti continuino a dire bugie. Quando la
gente mi chiederà se si può andare a Medj., la mia
risposta sarà: se desiderate liberare la vostra coscienza, se
vi sentite confusi, andate.
Alla festa dell'Esaltazione della S.Croce ho visto confessare
più di 50 sacerdoti. E' una cosa veramente grandiosa. Dopo
aver celebrato quel giorno la S.Messa nella Chiesa di Medj., mi ha
fermato una pellegrina, chiedendo di confessarsi: potevo dire di no?
Servite il popolo, insegnategli ad amare, siate pronti a confessare.
Tutto il resto andrà a posto"
Mons. John Baptist Odama, Vescovo da poco e amministratore della
diocesi più giovane dell'Uganda, ci ha detto:
"In ottobre sono stato invitato a un pellegrinaggio dal Cardinale di
Kampala, a spese del pilota Joe Roy, che aveva portato per primo la
notizia di Medj. in Uganda e ha accompagnato qui anche alcuni Vescovi
e sacerdoti. La prima cosa che mi ha colpito a Medj. è stata
la spontanea accoglienza della famiglia che mi ha ospitato. Qui non
ci sono grandi alberghi dove si possa rimanere anonimi. Nelle
famiglie è possibile incontrare le persone, pregare,
condividere la mensa e capire così il vero spirito di Medj. La
gente è molto disponibile all'ascolto e cosciente degli
avvenimenti. I pellegrini sono sempre aperti al soprannaturale; ho
visto grande devozione all'Eucaristia.
"Quando ci siamo incamminati verso il Krizevac, ha cominciato a
piovere, poi a grandinare. Ho pensato che bisognava tornare indietro,
ma qualcosa mi spingeva in avanti, assieme alla gente, anche se era
molto difficile. Allora pregai per aver la forza, non volevo
fermarmi. Alla fine arrivai in cima completamente bagnato, ma ogni
stanchezza era sparita, mi sentivo leggero più di un uccello.
Ho capito che così è anche nella vita, quando
continuare sembra impossibile: se ci abbandoniamo alla volontà
di Dio a tutto si arriva.
"Mi ha molto impressionato la moltitudine di gente che pregava il
Rosario sulla collina delle apparizioni. Quando poi ci siamo
inginocchiati per il Credo e i sette Pater, Ave e Gloria, mi sono
sentito unito a Maria a pregare con la Chiesa universale. Qui singoli
e gruppi pregano e leggono la Scrittura ed è tanto naturale
vedere persone che pregano, come in altri luoghi è naturale il
contrario; coloro che non pregano sembrano strani.
"Sono certo che Medj. non è in contrasto con l'insegnamento
della Chiesa, per questo non c'è da temere a venire qui. Le
apparizioni poi sono un dono di Dio. Sono stato presente
all'apparizione in casa di Marija, non ho visto nulla, ma ho
avvertito la presenza della Madonna e, attraverso Lei, quella di Dio,
perché Maria è uno strumento per andare a Dio. Sarebbe
bene che ogni Vescovo venisse qui per imparare la via che Maria ci
insegna e lo dirò a tutti appena tornato a casa: così
il Signore renda capaci noi sacerdoti di annunciare con efficacia la
sua Parola".
Sono appena tornata da Roma (fine novembre), dove ho potuto
incontrare privatamente il S.Padre, con Efraim (fondatore delle
Béatitudes) e la sua sposa. Un prete polacco ci aveva ottenuto
l'udienza. Volevamo informare il Papa del nostro impegno per Medj. e
ottenere la sua benedizione. L'abbiamo incontrato nella sua
biblioteca dopo la Messa. Dopo aver parlato con Efraim, Giovanni
Paolo II si avvicinò a me e mi benedisse silenziosamente,
tenendo in alto la mano, come è suo solito. Allora gli dissi:
"Io abito a Medj. da sette anni e la mia missione è di
diffondere il messaggio di Medj., mediante libri, cassette,
trasmissioni, conferenze un po' ovunque. E ciò che...", ma non
ho potuto finire la frase perché la sua mano si posò
allora sulla mia fronte, il suo volto si illuminò in maniera
straordinaria e tracciò, anzi impresse con forza, un segno di
croce sulla mia fronte, dicendo: Vi benedico! C'erano tre ministri
polacchi con noi; tuttavia io fui la sola a ricevere questa
benedizione. Gli presentai poi il mio libro su Medj. e quello per i
bambini, Egli lo sfogliò con visibile gioia, contento di
sentire che tanti piccoli continuano ad aiutare il Cuore Immacolato
di Maria con le loro novene; allora mi ha dato una terza benedizione.
Alla fine gli dissi che a Medj. aspettano il suo arrivo... Desidero
partecipare questo regalo a tutti quelli che hanno a cuore la
presenza di Maria a Medj. e cercano di far conoscere il messaggio in
tutte le maniere: la benedizione del Papa è certo per
tutti.
Ecco alcune righe ricevute dal prete polacco che ci accompagnava, di
conferma a quanto sopra: "...Lei desiderava ottenere una certa
conferma da parte del S.Padre per la missione intrapresa. Il Papa ha
ascoltato Sr.Emmanuel con molta attenzione quando lei gli ha parlato
della sua presenza a Medj. e del suo lavoro di evangelizzazione, poi
le fece un segno di croce sulla fronte e benedisse il suo lavoro.
Guardando il Papa in quel momento, ho avuto l'impressione che questo
incontro fosse importante per lui. Il lavoro della suora e i suoi
progetti per l'avvenire, legati ai messaggi di Medj., hanno ricevuto
il pieno accordo del S.Padre e gli hanno dato gioia".
(P.Jan Rokosz, MIC) (Dal diario di Sr.Emmanuel)
Gli indiani del Canada hanno accolto P.Jozo con grande calore e l'hanno proclamato "Capo spirituale di tutti gli indiani" (della Nation Mic Mac). Il padre ha lanciato l'invito a tutte le tribù perché vengano con i loro capi dal 2 al 6 marzo a Medj.: "Venite dalla Regina della Pace che vi attende da 15 anni come vostra madre per ottenere il suo aiuto, venite a implorare la pace per il vostro popolo, per le vostre famiglie e per il mondo intero". Il suo appello è intitolato "Appello al Nido d'Aquila": questo popolo, che ha i messaggi di Medj. tradotti nella propria lingua, sta attraversando ora gravissime difficoltà. Sosteniamolo con le preghiere (Sr.Emmanuel)
Indiani del Canada a Medj. - Tra i tanti gruppi venuti qui nel mese di ottobre, ce n'è uno di particolare interesse, che si è fermato per una settimana: un gruppo di 50 indiani provenienti dalle riserve canadesi, assieme ai loro capi: Roderick Alexis e Ken Wood. Questi è già venuto sei volte, e nelle visite precedenti ha avuto una profonda conversione: un tempo era alcoolizzato, ora è testimone nella sua terra dei messaggi di pace della Madonna. (Press Bulletin)
P.Jozo nell'America centrale -
"Questa missione è stata una vera benedizione di Dio per il Centro America -ci scrive da Miami in Florida Mary Fernandez, la cui vita e quella del marito è cambiata in un pellegrinaggio a Medj. nell'87-. Si calcola che 100mila persone abbiano ascoltato il suo messaggio nei 20 giorni di permanenza. In America latina si sa che c'è molto entusiasmo, ma anche un'apertura eccezionale dei poveri ai segni della grazia.
A Porto Rico, dove i gruppi di Medj. sono molto fervorosi l'hanno accolto 11mila fedeli in due incontri; così pure in Panama, in Costa Rica a S.José, sia nel tempio di N.Signora degli Angeli che in quello del Sacro Cuore: nel Nicaragua 12mila persone in quella Basilica di Managua, dove 14 anni fa ci fu la nota triste contestazione al S.Padre. Folle anche nell'Honduras (Tegucigalpa) e nel Salvador nella Basilica di S.Michele. Il 15 novembre si sono radunati attorno a lui 7mila emarginati dei quartieri più poveri di Città del Messico: drogati, alcoolizzati, ninas de rua, che vivono sulla strada o nelle fogne del barrio El Chalco; 16mila fedeli nella Basilica di Guadalupe; 7mila nell'incontro preparato dall'amico P.Tiberio Munari a Merida, Yucatan; 10mila nello stadio alla presenza dell'Arc. di Merida, molto mariano e grande pastore della Chiesa
Un croato di Sarajevo, Hrvoje, è venuto a Medj. come autista di un pullman. Anche se battezzato, non ha fatto altro che criticare il pellegrinaggio e disprezzare queste devozioni, che sono una perdita di tempo. Eppure, di ritorno a casa, egli s'accorse che nel suo cuore mormorava delle Ave Maria e rimase stupito. Per sette giorni arrivò una difficoltà dietro l'altra, ma anche la preghiera intima continuava. Alla fine la preghiera divenne più intensa e la situazione familiare cominciò a cambiare. La moglie che l'aveva lasciato ritornò da lui, la figlia e il genero che non gli rivolgevano mai la parola, pur vivendo assieme, cominciarono a dialogare confidenzialmente con lui, e tante altre cose. Comprese allora la forza della benedizione ricevuta a Medj. e la grazia della preghiera. Hrvoje accolse l'amore della Vergine verso gli "ossi duri" e oggi è un altro uomo e la pace ha scacciato ogni amarezza.
Barry Welling, un inglese di ceppo protestante, non voleva sentir
parlare di Dio: allergia totale. Sua moglie, Pat, pregava da anni per
lui. Un giorno nel 93, Barry sente per televisione che si cercano
autisti per portare viveri in Bosnia. E così, come autista,
arriva a Medj., senza dubitare che la Madonna l'aveva voluto
lì. E, proprio per il buon cuore di quell'uomo, lei si
manifesterà a lui ed egli si aprirà alla fede.
Per l'Assunta Barry accompagna un gruppo di pellegrini inglesi
assieme a Pat. Sul Krizevac, arrivato alla 14. stazione, egli si
strofina gli occhi: la Madonna è là, mentre depongono
Gesù nella tomba, vestita di grigio-blu, proprio come la
descrivono i veggenti, indicibilmente bella. Di nuovo Ella viene,
splendida, vicino alla 15^ stazione: la Rissurezione; non dice nulla
ma sorride al suo figlio Barry che scoppia in singhiozzi:
"Perché proprio io?" ripete sconvolto. L'ex-protestante
racconta ai 30 cattolici presenti che ha visto la Vergine! Cara
Vergine, affretta il giorno in cui ogni uomo veda come da te è
amato!
Preghiamo i sacerdoti, che vengono a Medj. di portare il camice, la stola e il "celebret" del loro superiore. Inoltre li preghiamo di celebrare le SS.Messe nei locali del Santuario, d'accordo con l'ufficio parrocchiale e non nelle case private, né sulla Collina delle Apparizioni, né sul Krizevac.
* Tutto un istituto di francescane a Medj. -
Le suore francescane dell'Immacolata di Firenze hanno organizzato dal
5 al 10 ottobre, tramite il Centro Maria di Roma, un pellegrinaggio
singolare, a cui hanno partecipato una o due suore per ogni convento
della congregazione, sia dall'Italia che dall'estero, per affidare
l'istituto alla Vergine Immacolata. Interessante è vedere gli
effetti nelle testimonianze che le suore hanno affidato alla
publicazione propria dell'istituto. Molte, prima di andare, non erano
entusiaste del pellegrinaggio; poi al ritorno non parlavano che di
Medj.. La superiora generale, Madre Lucia, ha poi chiamato tutte le
sue suore a Firenze per la visita di P.Jozo che ha celebrato la Messa
e tenuto una lunga catechesi.
* Guarigione di una sarda - Il pellegrinaggio di cui sopra è stato benedetto per la guarigione della signora Scanu Geruina di Marrubiu (OR), già operata nel 71 a Genova per l'asportazione di un nodulo alla tiroide. Il nodulo è ricomparso 15 anni dopo e si è sempre più ingrossato, nonostante le cure. Era già stabilito un nuovo intervento, ma la signora ha sentito che lo doveva fare solo dopo un pellegrinaggio a Medj. ai primi di dicembre. Vi andò e appena rientrata in Italia, il nodulo in pochi giorni è completamente scomparso. Documentazioni scritte e referti medici della prima divisione radiologica dell'ospedale S.Martino di Genova sono stati portati a Medj. per gli esami.
* P.Jozo in Sardegna - Accompagnato dal Padre provinciale dei francescani di Erzegovina, P.Jozo per la prima volta ha posto piede in Sardegna: "Terra -ha detto- non tanto nota a noi per il suo turismo, ma per la sua fede, visti gli aiuti che da quest'isola sono arrivati ininterrottamente in Bosnia". A Cagliari, il 3 dicembre, nel padiglione della Fiera, in 6.000 hanno partecipato al programma di Medj. che è durato 7 ore (!) tra Rosario completo, storia di Medj., preghiere, canti, S.Messa e invocazioni di guarigione. A Nuoro il Vescovo ha concesso la Chiesa di S.Francesco: c'era un migliaio di persone. A Sassari, nel palazzetto dello sport, gremito da migliaia di persone, si è svolto il programma di preghiera con le 3 corone meditate, il racconto di Medj., l'adorazione e la benedizione eucaristica.
* La piccola fraternità di Maria Immacolata Madre di Reggio di Vernazza (SP) è stata accolta ufficialmente nella Chiesa il giorno dell'Immacolata, quando il Vescovo di La Spezia, in una funzione durata 3 ore, ha ricevuto i primi voti ufficiali di 3 delle giovani della comunità, nel Santuario stracolmo di amici e di popolo. Quanta consolazione dopo le grandi tempeste, finalmente superate e quanta gioia per il Padre Don Giovanni Bozzo!
* Una copia dell'Immacolata di Tihalijna, che è diventata simbolo della Regina della Pace, è stata benedetta dal S.Padre l'8 dicembre assieme alle altre 200 statue e 50 icone, che hanno fatto il giro della Francia e torneranno a percorrere città e villaggi. Quella statua farà il giro dell'Erzegovina, apportatrice del messaggio della pace e anche di aiuti umanitari alle popolazioni croate cattoliche, musulmane e serbe ortodosse, senza distinzioni.
* Incontro internazionale dei sacerdoti con preghiera, conferenze, dialoghi, liturgia comune, si terrà a Medj. dall'1 al 5 luglio '97, organizzato da P.Slavko e Don Cosimo Cavalluzzo, per assecondare il desiderio di tanti sacerdoti. Saranno invitati anche sacerdoti che si occupano di guarigioni interiori e altri specializzati. (Per informazioni tel. 387-88-651988, prenotazioni fax 387-88-651444). I primi 40 prenotati saranno alloggiati nella casa di preghiera "Domus pacis" della parrocchia
* NEUM... Chi arriva all'aeroporto di Spalato e desidera il trasferimento in pullman all'Hotel, è pregato di precisare l'ora dell'arrivo all'associazione Medj. Mir di Spalato, fax 385-21-361354.
* Colin Macnaught, che curava la distribuzione di Eco in tutte le lingue in Australia, è tornato a Dio il 9 dicembre. L'Immacolata del Medj. Sentinel, l'ha preso con sé, consolerà la moglie e i 9 figli e troverà chi continua la sua opera. Requiem aeternam!
* "Lo scettro di Maria a Vojtyla" - Il card.Wyszynski ha raccontato un fatto "strano" accaduto in una processione mariana a Cracovia, che egli guidava. Il vescovo Vojtyla era vicino alla statua della Madonna quando un brusco movimento dei portatori faceva cadere lo scettro dalle mani di Maria. Vojtyla fu pronto ad afferrarlo perché non cadesse perterra. "La Madonna ha ceduto il suo scettro a Vojtyla" ha commentato Wyszynski (Avvenire 9 novembre 96).
Nei suoi messaggi la Madonna ha parlato spesso del Cielo, talvolta
del Purgatorio e un po' dell'inferno. Quando ha mostrato questi tre
luoghi ai veggenti, ha loro precisato: "Vi ho mostrato tutto questo
perché sappiate che esiste e lo diciate agli altri" (la stessa
cosa ha detto Gesù a Sr.Faustina). Ha anche detto che "la
reincarnazione non esiste, perché dopo la morte non c'è
che l'eternità... E' falso insegnare che si rinasce più
volte" (24.07.82). Perché questo? Perché oggi ci sono
cattolici che si fanno il proprio menù religioso, escludendo
purgatorio e inferno.
Il catechismo della Chiesa afferma l'esistenza dell'inferno e la sua
eternità: "Le affermazioni della S.Scrittura e gli
insegnamenti della Chiesa riguardanti l'inferno sono un appello alla
responsabilità con la quale l'uomo deve usare la propria
libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono
nello stesso tempo un pressante appello alla conversione... Dio non
predestina nessuno ad andare all'inferno; questo è la
conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale)
in cui si persiste fino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle
preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di
Dio, il quale non vuole che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo
di pentirsi (2Pt 3,9)" (cf CCC (section) 1036,1037).
Quando Jakov perse sua madre, la Madonna per consolarlo gli
rivelò lo stesso giorno: "Tua mamma é con me". Siccome
ella aveva detto un'altra volta che solo una piccola parte di persone
vanno direttamente in paradiso (i più vanno in purgatorio), ho
chiesto a Jakov quali grandi meriti secondo lui aveva la mamma per
essere già in paradiso: "Niente di speciale, ha risposto.
Viveva i comandamenti di Dio, ciò che Gesù disse nel
Vangelo e quello che la Madonna dice nei messaggi".
La stessa cosa ho chiesto a Vicka, cugina di Jakov. "Niente di
speciale -ha risposto-: mia zia era una donna molto semplice, niente
miracoli, niente di straordinario, ma metteva tutto il cuore in
quello che faceva. E' questo che la Madonna domanda. Ciascuno ha un
compito diverso da compiere; che conta è metterci tutto il
cuore". Vicka trova normale tutto questo. Ella vede il Cielo a
portata di mano. "Noi complichiamo tutto: crediamo di dover fare
grandi cose. No, è il cuore che conta, Dio guarda il
cuore".
Ella non ha paura della morte: "E' come passare da una stanza
all'altra della casa, da un angolo all'altro della stessa stanza".
Sappiamo che lei, come pure Jakov, ha visto il Cielo, il Purgatorio e
l'inferno: "Non posso descrivere la felicità degli eletti,
nessuna parola potrebbe esprimerla".
Nel 1986 la Madonna disse a Jelena: "Se voi vi abbandonate a Me, non
vi accorgerete nemmeno del passaggio da questa vita all'altra.
Comincerete a vivere la vita del Cielo sulla terra".
* Sono appena tornata dalla Polonia (fine ottobre), dove ho avuto la gioia di portare il messaggio a ogni sorta di persone, da bambini e adolescenti ad assemblee parrocchiali, a scuole, a studenti universitari, a emarginati. Il più bel regalo arrivò l'ultimo giorno. Un giovane studente mi dice che non è credente, suo padre era un responsabile comunista; ascolta il messaggio con attenzione e alla fine domanda una benedizione. Poi viene alla Messa con noi, la prima Messa della sua vita. Dopo la Messa rimane ancora per un'altra conferenza in una parrocchia diversa. Rientrando tardi assieme in macchina con un sacerdote, egli domanda a lui che cosa deve fare per essere battezzato...
A base dell'azione missionaria "c'è un'opera essenziale:
l'amore salvifico di Cristo, quella forza che esce da Gesù e
salva il mondo": così P.Tomislav Vlasic', a conclusione del
suo giro in Alta Italia, il 20 ottobre. "Senza quella forza, e
quell'amore, né i soldi né le azioni valgono
alcunché. Nella Messa ripetiamo: Signore non sono degno che tu
entri dentro di me, ma di' soltanto una parola... Questa parola
è un'azione di Dio che salva". A questo punto racconta di una
donna straniera colpita da satana che la assaliva e la soffocava,
soprattutto in un viaggio dove si facevano messe nere. Venuta a Medj.
ha partecipato a una Messa sotto il tendone e satana è
scomparso: -Non l'ho visto mai più. Mi sento riempita, mi
sento forte e non ho più paura di nulla-.
"Quando l'azione divina penetra in un'anima e la riempie, le forze
negative vengono annullate, il male fugge. Vi domando; volete
arrivare anche voi a questa esperienza?... Io posso offrirmi per voi
nella Messa, posso indicarvi i passi, ma non posso percorrere questa
strada per voi. Solo voi potete farlo. L'amore di Dio è
gratuito per tutti. Ma davanti ad esso occorre non rifiutarsi, non
dire: scusami, non ho tempo". E qui P.Tomislav dà l'esempio di
come Gesù, Giovanni Battista e i santi hanno accolto l'amore
di Dio e si sono messi a sua disposizione in tutto. L'Immacolata ha
cercato solo Dio; era umile, povera come ogni creatura, non poteva
fare nulla, ma si è presentata a Dio: -Eccomi-; la sua anima
era aperta a ricevere questa grazia, la misericordia di Dio l'ha
penetrata e tutta la vita della Vergine fu in questo cammino. Anche
ai piedi della croce non si è fermata alla sofferenza di
Gesù, è andata avanti accettando quello che Dio voleva
nel sacrificio del Figlio; per questo ha partecipato alla sua
glorificazione e nella Pentecoste ancora ha ricevuto la grazia dello
Spirito con gli apostoli.
"S.Francesco ha sentito la parola di Gesù dal crocifisso e si
è ritirato per camminare in quell'amore. Ha camminato, e prima
della morte diceva: -Ho fatto poco, ben poco, vorrei iniziare
adesso-; perché la strada si apre di continuo, Dio è
immenso, la sua ricchezza si manifesta sempre più: il tesoro
è preparato per noi.
"Allora andate verso Dio e cercate la vita. Non cercate la salute, le
cose, le vostre soluzioni, ma la vita che Dio dà alla creatura
perché Dio si dà tutto all'uomo, come la vita riempie
l'uomo. Noi invece cerchiamo le altre cose, otteniamo nella vita
tante cose, ma non arriviamo alla Vita. Dio dà "la Vita", la
pienezza. Quando avete la Vita vera, mille problemi non possono
più turbarvi, siete più forti della morte, delle
malattie, delle prove.
"Cercate la Vita, venite pure a Dio con le mani vuote; se sei un
peccatore, va' pure davanti a Dio e digli: -Sono un peccatore,
perdonami-, ma riconosci il tuo peccato, non sia il peccato a
chiuderti dentro di te. Quando ti senti nulla, vai a Dio, e digli:
-Sono nulla, cerco Te, voglio la Vita-. Quando sei umiliato, se
rimani nell'umiliazione, allora sei sepolto e sopra di te cresce
l'erbaccia che si chiama invidia, gelosia, tensione, preoccupazione,
amarezza. Se sprofondi nella tua miseria, allora rimani miseria; ma
se nella miseria alzi gli occhi a Dio: -Padre, toglimi da questa
miseria, non ti chiedo la condanna dei miei avversari e neanche la
salute; voglio la vita in Te-, questo ti eleverà a Dio e
sentirai la vita in Dio.
"Sotto ogni vostro problema, sotto ogni peccato, c'è un idolo
che voi adorate. S.Francesco che si era elevato a Dio, non era
disturbato né da ladri, né da peccatori; anime simili
non sono vulnerabili e si sta bene loro insieme. La misericordia di
Dio è preparata per noi, noi possiamo riceverla. Allora siamo
a questo punto: arrivare a Dio per sentirci amati da Lui nell'anima,
nel fisico, dappertutto; sentirci amati da Lui nelle
difficoltà, nei dolori, vuol dire essere assunti, elevati a
lui. Chi non prova che Dio lo ama in modo infinito, non può
essere missionario, ma trasmette solo la teoria di Cristo, trasmette
delle parole, o diventa fanatico. Ma chi si sente amato gratuitamente
da Cristo e non pone nessun ostacolo, si sente penetrato da questa
forza divina, e questa è missione.
Non aspettiamo però in maniera passiva l'amore misericordioso.
Dio ha bisogno dei nostri corpi e delle nostre anime: la sua
misericordia diventi attiva attraverso i nostri occhi, pensieri,
desideri, riflessioni, incontri. Possiamo diventare missionari
dell'amore misericordioso di Cristo se il nostro essere si trasforma
in Gesù. Com'è bello sentirsi perdonati! Ma dovete
imparare ad assorbire la misericordia di Dio. Com'è bello
essere trasformati dall'amarezza in dolcezza! -Ma come posso buttare
l'amarezza?- sotto la vostra amarezza c'è qualche idolo che
voi adorate, prendete allora questo idolo che vi dà amarezza,
perché sotto l'offesa che vi dà amarezza, c'è
qualcosa che interessa molto più di Dio; e allora se qualcuno
ti prende quella piccola cosa, sei aperto all'amarezza. Come
desiderereste avere il volto felice di Maria! Se voi vi sentite amati
da Dio e vi offrite alla volontà di Dio, anche il vostro
fisico comincia ad essere trasformato: si vede un'altra persona, il
carattere diventa diverso. In quel momento l'azione salvifica agisce
in ciascuno di noi e, attraverso noi, anche attorno a noi.
Vi prego: Non andate con i vostri pensieri in Africa; andate nella
vostra casa e incontrate vostro marito, vostra moglie, il figlio, la
suocera. Se con loro si verifica la forza salvifica di Cristo, se ami
i tuoi familiari con l'amore misericordioso, sei sicuro che questa
forza salvifica va in tutti i paesi del mondo. Se vai a fantasticare
di andare in Africa e sei incapace di amare con l'amore
misericordioso di Cristo tua madre? T'inganni, è una fuga.
Questa sera desidero tanto mettervi nel Cuore di Gesù che vi
ama e non fa problema dei vostri peccati, delle vostre debolezze o
complessi. Se volete dare tutto a Lui e vivere secondo il suo Cuore,
se entrerete in questo Cuore, voi sentirete la forza salvifica, non
solo per voi, ma per tutti gli uomini".
Don Giuseppe è tornato al padre la mattina del 15 dicembre.
E' passato come meteora di luce in questo tempo di buio. Anche noi ci
sentiamo verso di lui più che debitori del meglio del nostro
ministero, che lui ha indirizzato al primato della Parola di Dio e
dell'Eucaristia, in perfetta linea con il richiamo costante della
Regina della Pace: Mettete la parola di Dio e l'Eucaristia al primo
posto... Quest'uomo ha abbandonato la politica attiva, dove era stato
tra l'altro un architetto della costituzione italiana e anche la vita
attiva nella Chiesa, soprattutto come protagonista del Concilio con
il Card.Lercaro, per diventare semplice cristiano e monaco.
Una costante delle scelte progressive della sua vita fu la ricerca
puntigliosa della volontà di Dio, senza conformismi o
compromessi. Le cose viste l'avevano confermato sulla
necessità essenziale della vita monastica per rinnovare la
Chiesa dal di dentro e renderla ancora capace di conquiste
apostoliche per la sua ricchezza interiore. Così, dallo studio
approfondito delle fonti della vita cristiana, della Tradizione e dei
padri della Chiesa è nata nel 1954 la Piccola Famiglia
dell'Annunziata, sviluppatasi a Monteveglio e che ora ha come centro
Monte Sole di Marzabotto, dove il Cardinale di Bologna ha affidato
loro la custodia dei luoghi sacri per i martiri della guerra
partigiana. Sono 65 sorelle e 25 fratelli sparsi, oltre che nel
bolognese, in Terra Santa, in Giordania e in Calabria.
La loro vita è scandita dalla Lectio continua (meditazione di
un passo della Bibbia, giorno dopo giorno, senza soluzione di
continuità), studiata per un'ora la sera, contemplata per
un'altra ora al mattino (dopo il mattutino delle ore 4!), condivisa
durante l'Eucaristia, che termina verso le 8. Il resto della giornata
è diviso tra le preghiere liturgiche e il lavoro manuale o
intellettuale (specialmente traduzioni dei Padri). La Parola di Dio,
non solo letta, ma si potrebbe dire mangiata, anzi "divorata da
diventare nel ventre dolce come il miele" secondo l'immagine di
Ezechiele 3, è per loro fonte di vita interiore, di
solidità di pensiero, di pace, di attrazione per tante anime
assetate di Dio e di persone in cerca di consiglio. Una vera
"comunità pasquale", com'era nell'intento del fondatore.
Come si preparano al passaggio gli "uomini della Parola" - "Noi siamo
nati con le aperture e lo slancio del Concilio.
Don Giuseppe ci ha sempre insegnato a voler bene alla Chiesa. Siamo
legati al nostro Vescovo e al Papa. Solo così ci può
essere fecondità intellettuale e spirituale" spiegava don
Efrem, custode del casolare S.Benedetto sulla collina di Monteveglio,
dove Don Giuseppe ha vissuto, senza perdere la serenità e il
buon umore gli ultimi mesi della sua offerta, dopo l'ictus che l'ha
colpito il 13 ottobre, assistito in continuità dai fratelli,
con la devozione di una liturgia eucaristica. Rimasto senza parola,
ha voluto scritte di fronte al letto alcune preghiere per averle
sempre davanti: "Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Cristo,
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo"; "Nelle
tue mani, Signore, affido il mio spirito"; "Signore Gesù
Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore". "Dio mi
spinge al silenzio" rispondeva ai rari visitatori introdotti, traendo
le parole con il digitare sull'alfabeto che aveva di fronte. E al
Card.Biffi che lo visitava, rispondeva con commozione: "La ringrazio
moltissimo". In altre visite egli si effondeva con lui in un pianto
intenso ed esprimeva così il suo amore per la Chiesa e il suo
Pastore. "La sofferenza ci prepara al distacco, ma non c'è
tristezza: è un momento di grazia" conclude don Efrem.
E anche don Umberto Neri si trova qui. Una vera autorità negli
studi biblici, ha scritto testi preziosi, unendo la scienza al cuore,
alla maniera degli antichi Padri. Nonostante il male che lo rode,
continua ancora a lavorare su quei testi, da cui ha tratto e ci ha
offerto il meglio del pensiero dei Padri, ultimo dei quali Origene.
(Abbiamo riportato anche noi su Eco un suo chiaro scritto sulla Nuova
Evangelizzazione: nn.124-127) "Egli per decenni ci ha illuminato con
le sue parole, il suo magistero e la sua vasta conoscenza del
pensiero religioso. E in quest'ultimo anno non fa che ripeterci:
"Devo soffrire da cristiano", "Devo insegnare anche a portare la
malattia implacabile, perché è bello tramontare al
mondo per risorgere in Cristo"" riferisce don Athos Righi, nuovo
superiore della Piccola Famiglia.
Nella Chiesa di Oliveto, assieme ai fratelli e sorelle della
comunità che hanno vegliato giorno e notte la salma del loro
padre, Don Giuseppe, si sono visti anche i presidenti Scalfaro e
Prodi seduti tra la gente a recitare il rosario per il grande amico.
Questa volta sembrava ormai la fine. "Una paziente sfinita e
vinta", hanno dichiarato al centro cardiologico Birla di Calcutta.
L'edema polmonare le dava una sensazione di morte: "Lasciatemi morire
-mormorava- non accanitevi con le vostre macchine e i vostri
aghi...Non posso essere trattata meglio dei miei poveri". Ma una
settimana dopo tutto è cambiato: "Patricia (la cardiologa
americana), lavora sodo, perché devo rimettermi in piedi". "Ha
tanta voglia di vivere!" osserva Patricia "No, ha tanto zelo di
vivere -corregge suor Rio- deve lavorare ancora tanto per i suoi
poveri".
6 Dicembre, una settimana dopo: madre Teresa gira per le stanze sulle
sua gambe per visitare e benedire gli altri pazienti. E' di ottimo
umore, l'appetito è gagliardo. 8 Dicembre: è già
al lavoro, si fa fotocopiare l'elenco di tutte le case, deve arrivare
a tutte. Intanto nella Chiesa di St.Mary stanno prendendo i voti
temporanei una settantina di giovani e quelli perpetui 43 suore.
"Altre 100 hanno chiesto di essere ammesse -sussurra suor Rio-,
persino madre Teresa è incredula: il doppio dell'anno scorso".
Sono ormai 4mila le sue suore e 500 i conventi in 101 paesi del
globo. "E' il dono di Dio per le sue sofferenze, madre". "No, per le
vostre sofferenze, i sacrifici e le preghiere di tutti...Signore,
rendici degni di servire i nostri simili". Il segreto di tanta
fecondità? Nelle sue case si fa un'ora di preghiera personale
al mattino prima di ogni occupazione e una alla fine della giornata,
oltre alla Messa e alle preghiere liturgiche.
Don Lorenzo Milani, il noto prete fiorentino anticonformista della
"Lettera a una professoressa", morto nel 1967 a 44 anni, preso a
torto dai laicisti come loro portabandiera, è stato invece
obbediente alla Chiesa e inflessibile nei principi, come dimostra
questa appassionata testimonianza, nel suo ragionare popolare.
Ma se è vero che Gesù voleva la Chiesa autorevole,
perché ci vuole una verità oggettiva e non soggettiva,
allora io non lascio la Chiesa a nessun prezzo al mondo:
perché mi ricordo che cos'era vivere fuori della Chiesa,
tentando di leggere il Vangelo senza l'appoggio della Chiesa.
Così un disgraziato studentello che tenta di trovare la
verità col Vangelo in mano, si trova davanti a
un'infinità di parole che possono essere interpretate in mille
maniere e non sa dove sbattere la testa...La religione consiste
nell'accettare la verità dall'alto e non credere che la
verità la si costruisca con la nostra testa: la verità
va ricevuta dall'alto, dalla rivelazione, da un libro sacro, da una
Chiesa. Quando uno entra in quest'ordine di idee, se è un po'
coerente, non c'è pagina del Vangelo in cui non gli
verrà continuamente il dubbio: "Ma questa è la mia
interpretazione che fa comodo a me"...
Uno è religioso solo se nell'interpretazione del testo, che
crede sia cascato dal cielo, ha qualcosa che casca dal cielo, non una
sua scelta personale. Sennò siamo al punto di Capitini quando
ci diceva che del Vangelo lui accetta in pieno il discorso della
montagna...invece quell'altra pagina no... Questa è una
filosofia qualsiasi, cioè con la propria mente si sceglie cosa
è vero e cosa non è vero.
Se tu ammetti che la definizione della religione è l'accettare
le cose dall'alto, non c'è religione più religiosa di
quella cattolica...perché qui c'è il libro che viene
dall'alto e l'interpretazione del libro che viene dall'alto. Prendi
questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue! Se uno
l'affronta da solo?...Quando Gesù ha parlato di "eunuchi" o
castrati, la Chiesa dice che faceva per dire [vergini].
Quando ha parlato di "corpo e sangue", la Chiesa dice che faceva sul
serio.
Uno che affronta il Vangelo con la mentalità critica di oggi,
lo leggerebbe in un modo, uno, con un'altra mentalità, in un
altro; così in un paese o in un altro, in un'epoca o in un
altra, con mentalità tutta diversa.
Questa Chiesa è quella che possiede i sacramenti.
L'assoluzione dei peccati non me la dà mica L'Espresso
[settimanale laicista]. L'assoluzione dei peccati me la
dà un prete. E se uno vuole il perdono dei suoi peccati, si
rivolge al più stupido e più arretrato dei preti pur di
averla, non si rivolge mica al borghese moderno, intellettuale,
colto, che si crede mio amico e mio simile. Io non sono affatto
simile a quella gente...
Se dovessi scegliere una religione, sceglierei quella cattolica,
perché tra le altre cose importantissime, fondamentali,
c'è il sacramento della confessione, per il quale solo quasi,
per quello solo, son cattolico: per poter avere continuamente il
perdono dei peccati e darlo. Il più piccolo litigio con la
Chiesa mi toglie questo potere. E chi me lo rende? Benedetti, Falconi
[noti intellettuali laicisti]? E la comunione e la Messa me
la danno loro? Se si mettessero nello stato d'animo di credere che la
Chiesa ha il deposito delle fondamentali verità, non delle
piccole verità politiche locali, ma di quelle fondamentali -se
Dio esiste, se Gesù era figlio di Dio, se quando diceva
"questo è il mio Corpo" faceva sul serio o faceva per dire, se
risorgeremo, se c'è la vita eterna o no-, se ci mettessimo in
mente che la Chiesa è dalla parte del vero in queste cose e ha
i mezzi per arrivarci, la dottrina e i sacramenti per
arrivarci...allora perché vengono a domandarmi: "Perché
non vieni via dalla ditta dove tu ti puoi salvare [la
Chiesa], visto che la pensi come noi?" Dove la penso come voi? In
qualche piccolissimo particolare esterno della vita politica e
sociale. Questo è il motivo per cui non ci penso neanche
lontanamente di venire con voi... (Conversazione registrata
avventurosamente e riportata in don Milani, chi era costui di Baldini
e Castoldi)
"Come Pregare? Non ne so di più, -dice un Santo religioso- dopo aver letto molti libri, ed aver istruito gli altri, di quel che ho appreso da una povera mendicante, a casa mia. Non si cacciavano mai via i poveri che si presentavano alla porta della fattoria, ed eravamo noi, i piccoli, che mia madre mandava a portare l'elemosina. Un giorno, -avevo 7 o 8 anni- una vecchia mendicante mi disse, ricevendo il pane: -Bambino mio, reciti bene le preghiere?. - Sì, la mamma me le fa recitare tutti i giorni. - Ed a che cosa pensi quando le reciti?... Fui molto imbarazzato, non ne sapevo nulla... - Ascolta, piccolo, ora ti do una lezione per recitare bene le preghiere, e per essere molto buono... Quando ti inginocchierai, fa' bene il segno della Croce e pensa che Gesù è davanti a te... nella sua culla... sulla Croce... fra le braccia della Santissima Vergine, ed offriGli la tua preghiera come se Lo vedessi... E quando la preghiera sarà finita, resta inginocchiato ancora un po', e diGli tutto quello che hai nel cuore; le pene che risenti; i piaceri che provi, quel che vuoi fare, quel che pensi... Vedi, bambino mio, non avrai sempre tua madre accanto a te, ma avrai sempre il Buon Dio. Bisogna che ti abitui ad aprirGli il tuo cuore, a chiederGli consiglio, ad esprimerGli tutto ciò di cui hai bisogno. Ecco la preghiera, aggiunge il monaco; tutti i libri del mondo non mi hanno insegnato nulla di più di quella brava donna" (E questa non è che la preghiera del Cuore)...
Il Papa: la gente muore, gli stati se ne lavano le mani. Il
mancato intervento di una forza di pace e di aiuti umanitari che
poteva fare qualche cosa per le popolazioni africane sull'orlo della
catastrofe, ha sollevato il grido del Papa. "La Chiesa si fa voce di
chi non ha voce e chiede a quanti ne hanno potere e
responsabilità, di non tirarsi indietro di fronte a questa
tragedia... Ogni giorno assistiamo allo spettacolo agghiacciante di
persone e popoli ridotti allo stremo per situazioni di povertà
che stridono con il consumismo delle regioni benestanti" (21
dicembre). Per lo stesso motivo arrivano a noi lettere che si
esprimono pressapoco così: "E' possibile che ogni giorno
persone muoiano di fame e il Vaticano non usi i suoi tesori che
potrebbero sfamare un'intera nazione?... Questo è in contrasto
terribile col Vangelo... Perché il Papa non si ribella a tutto
ciò?" e altre osservazioni simili.
Forse esse alludono agli esempi di Santi, come Ambrogio, Agostino,
Giovanni Crisostomo che non esitavano a vendere i tesori delle Chiese
e anche i vasi sacri per sfamare i poveri, ecc. Ma i tempi sono
cambiati, forse anche la fede... (e in realtà anche le
situazioni di povertà sono diverse). Allora c'erano Chiese
particolari guidate da grandi uomini che non avevano a che fare con
consigli pastorali. Ora c'è la Chiesa universale, in cui il
Papa non può provvedere da solo, ma deve fare i conti con i
vari dicasteri e organismi. A certe conclusioni evangeliche deve
arrivare la Chiesa intera; e allora potrà fare certi gesti,
quando sarà purificata pienamente da ogni peso temporale. La
somma di tutti gli egoismi dei cristiani sono una diminuzione di
grazia per tutto il corpo. Il Papa, forse, li farebbe certi gesti,
oltre ai tanti che ha già fatto. Ma i tesori del Vaticano non
sono suoi, sono patrimonio di tutti, non è pensabile che siano
alienati o dispersi. Questione abbastanza complessa. Per ora basti
pensare quante bocche sfama la carità del Papa, anche con le
entrate dei musei, con le rendite del Vaticano e quanta gente vi
lavora. Anche se è ancora poca cosa...
* "La pace del cuore: i messaggi, i luoghi, le persone, gli avvenimenti del 15^ anniversario di una presenza di grazia della Regina della Pace": videocassetta di Aldo Rottini, videomission, V.Piamarta 9, 25121 BS, 030-3772780, fax 3772781.
* P.Ljudevit Rupcic', il francescano esperto di S.Scrittura come professore, scrittore e traduttore, che da anni svolge il suo ministero a Medj., ha compiuto i 50 anni di sacerdozio. E' stato prigioniero sotto il regime comunista. Lo ricordiamo al Signore, grati per la sua opera di testimone e avvocato della Regina della Pace, alla difesa della quale ha dedicato i libri che conosciamo, tradotti nella nostra lingua: "Medj. nella storia della salvezza"; "La verità su Medj." e "Incontro con se stessi" (Ediz.Medj. Via Osservanza, Tocco da Casauria PE, 085-880132).
* Nella sua tenerezza Maria ci ricambia della nostra improba e solitaria fatica, consolandoci con lettere entusiastiche che giungono da ogni parte del mondo. Non potendo rispondere a tutti, ringraziamo da queste righe. Un saggio di alcune lettere dai luoghi più disparati:
- Il vescovo statunitense Michael Kosak ringrazia per le centinaia di copie che sempre riceve e "prega perché continuiamo a fare per la sua gente gli "angeli della fede"".
- Da Perth (Australia) Anna Danzy ringrazia perché, "grazie alle nostre preghiere e alla benedizione della Madre, il piccolo Jane ha riacquistato la vista, con la meraviglia dei dottori che dicevano non poteva campare"...
- Da Dakar Emmanuel De Kerhoz scrive che "attraverso Eco ha sentito la chiamata di Maria a consacrare tutta la vita per vivere con i poveri in una bidonville della capitale senegalese".
- Dal Madagascar, P. Giovanni Bonalumi ci incita "a continuare a scrivere tante cose in Eco senza guardare a forme attraenti di stampa, a scapito del denso nutrimento spirituale".
- Dall'Alaska "dove non arriva nulla", Nita "conserva tutte le copie di Eco che la aiuta, nel cammino di preparazione alla consacrazione come terziaria francescana".
- Dalla Corea Sr Teresa Kim Song Hi "ringrazia tanto per Eco che distribuisce e prega perché sia efficace in tutto il mondo.
- Dal Ciad (N'djamena) Bernard Andreani "si felicita per l'acqua viva della Parola con cui Dio visita anche il centro Africa".
- Da Viedna (Argentina) i membri della Legio Maria "ringraziano per Eco che leggono con tanto frutto, come un dono venuto dall'alto".
AGGIORNAMENTI: Firenze: Ricciardi Gisella, V.Dell'Anconella 1, tel 055-223358 Modena : Casa del Pozzo, tel 059-282793; Laura Guidotti, 441644; Napoli Fuorigrotta: De Rogatis Gino tel 2392118; Tafuri Anna, 081-7675909; Vicenza-Malo: Ruaro Antonio, 0445-580455 (Arcaro trasferita); Valdagno: Ruaro Cristina, C.Italia 29 - tel 0445-409129.
RICEVIAMO: "Il segreto di Maria e l'avvenire" di René Laurentin (Aggiornamento per i 15 anni di apparizioni a Medj., ed.Segno, UD); "Giovanni Paolo II, dono di Dio" di Daniel-Ange, ed.Segno, UD, 0432-609088; "L'atto d'amore - Dio parla all'anima" , rivelazione a una mistica tedesca (Gesù, Maria, Vi amo, Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime).