La Madonna ritorna sui messaggi della vita di fede e della
conversione del cuore. La sua esortazione a vivere i messaggi
è mista, come altre volte, a un rimprovero per il nostro
parlare tanto e vivere poco. Ma c'è nel presente messaggio un
richiamo insolito a diventare suoi testimoni nella fede.
In quale modo Maria vuole che siamo suoi testimoni? Vivendo la fede
dei vostri padri.
Fede è aderire con tutto il cuore e con la vita alle promesse
del Dio invisibile, rivelatosi in Gesù Cristo. Lei ha vissuto
la fede dei padri, assimilandola tutta in se stessa. Guardiamo alla
fede di Abramo, che non dubitò di sacrificare il figlio della
promessa, pensando che Dio è capace di fare risorgere anche
dai morti (cf. Eb 11,17-19). Aggiungiamo quella di tutti i padri
descritti nel cap. 11 della Lettera agli Ebrei, di cui è
detto: Nella fede morirono tutti questi, pur non avendo conseguito i
beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati da lontano
(11,9).
Così Maria ha vissuto di fede nella vita oscura di Nazaret,
non vedendo alcun segno nel Figlio, e soprattutto durante le tenebre
della Passione, guardando solo a quel Dio che è fedele e che
lo avrebbe risorto dai morti. Tale vuole che sia la nostra fede Colei
che è detta beata perché ha creduto (Lc 1,45). Anche
noi dobbiamo credere nei momenti oscuri della vita, quando Dio pare
assente e le forze avverse sembrano prevalere. Credere nel senso
biblico non è solo adesione teorica alla Parola di Dio o
professione di fede nelle verità rivelate (cioè una
fede staccata dalla vita), ma è obbedienza a Dio che parla:
ascoltare e obbedire nel Nuovo Testamento si esprimono con la stessa
parola greca "upakouein".
A Dio che parla si crede, non dubitando, né discutendo, ma
obbedendo, come Lei che ha risposto: Eccomi, sono la serva del
Signore, si compia in me la tua Parola (Lc 1,28). La Parola di Dio
è verace e potente, anche se la natura la contraddice: proprio
qui sta la battaglia della fede. La fede dei padri è la fede
dei martiri, dei santi e anche quella dei nostri antenati: quella
semplice di tante famiglie dove regnava il timore di Dio e
l'obbedienza ai suoi precetti, una fede incarnata nella vita. La fede
oggi è molto insidiata dalla cultura materialistica, che ci
dà una visione dell'esistenza terrena fine a se stessa: vivere
come se Dio non ci fosse; vivere una morale soggettivistica, senza
alcun riferimento all'aldilà, oppure credere in ciò che
fa comodo e piace.
Ma voi cercate segni e messaggi nuovi per prurito di udire o di
vedere novità straordinarie, direbbe Paolo (cf. 2Tm 4,3). E
non considerate i segni e i messaggi che Dio dà ogni giorno
dal sorgere del sole al suo tramonto (Sal 112) con mirabile e
continua provvidenza. I cieli narrano la gloria di Dio e l'opera
delle sue mani annuncia il firmamento (Sal 18). E questo non
sarà più oggetto del nostro stupore? E' cosa terribile
essere ciechi e non vedere i grandi segni con cui Dio ci provvede e
cercarne altri come i giudei, che per questo Gesù chiama
"generazione incredula e perversa" (Mt 12,39-40). "Anche il bue e
l'asino riconoscono il loro padrone e in loro nasce spontaneo l'amore
per chi li nutre... La distrazione e la dimenticanza dei benefici di
Dio è all'origine della vita di peccato" (S.Basilio).
Ogni mattina siamo invitati a convertirci, perché, come al
mattino tutta la natura si ridesta e risorge, anche noi dobbiamo
scrollarci di dosso le opere delle tenebre e rivestirci delle armi
della luce (Rm 13,12). Voi parlate tanto, ma lavorate poco per la
vostra conversione. Impegnatevi a fondo esaminandovi e vigilando
perché in voi non cresca alcuna radice velenosa (Eb 12,15).
Guardate il contadino -diceva altrove- che lavora con
meticolosità il suo campo per estirpare le erbacce, arandolo
ed erpicandolo prima della semina, per renderlo produttivo.
Convertirsi è riprendere a seguire i suoi messaggi: la
preghiera del cuore; il digiuno dal mondo; la confessione dei peccati
(che è la continua pulizia dell'anima e che ci aiuta a
rimediare ai difetti); l'Eucaristia e la Parola di Dio che ci
nutrono; amare Dio e i fratelli, non con le parole, ma con la
vita.
Allora -lo afferma proprio Lei- avremo la forza di deciderci per la
vera conversione del cuore, cioè per una conversione che sia
perseverante, il cui segno è l'amarsi come fratelli, con amore
intenso, non ipocrita (1Pt 1,22).
don Angelo
Messaggio di Maria del 25 ottobre 1998:
"Cari figli, oggi vi invito ad avvicinarvi al
mio Cuore Immacolato. Vi invito a rinnovare nelle vostre famiglie il
fervore dei primi giorni, quando vi ho invitato al digiuno, alla
preghiera e alla conversione.
Figlioli, voi avete accettato i miei messaggi con un cuore aperto
anche se non sapevate cosa fosse la preghiera. Oggi vi invito ad
aprirvi completamente a me affinché io possa trasformarvi e
condurvi al Cuore di mio figlio Gesù, perchè vi riempia
del suo amore. Così, figlioli, troverete la vera pace, la pace
che vi dà solo Dio. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata".
La Madonna invita a rinnovare il fervore iniziale, di quando la
gente è stata scossa dai suoi messaggi e ha cominciato a
pregare, a digiunare, a convertirsi, cioè a perdonare, a fare
la pace, a confessare i propri peccati. Fu una vera esplosione di
grazia nella parrocchia, "tant'è vero -dice p.Slavko- che i
comunisti pensavano si trattasse di una controrivoluzione: hanno
visto una forza che non si poteva spiegare". Proprio come la
meraviglia che sorgeva attorno alla prima comunità cristiana
(cf. At 2). Anche Paolo richiama i suoi al fervore primitivo,
dicendo: Ricordatevi di quei primi giorni nei quali, dopo essere
stati illuminati, avete dovuto sopportare grande lotta... (Eb
10,52).
Il discorso è rivolto non solo alla parrocchia di Medj., di
cui la Vergine voleva fare un modello per tutta la Chiesa, ma anche a
tutti noi che abbiamo attinto alla stessa fonte. Perché
allora, dopo gli inizi così luminosi, è venuto il calo
del fervore, l'intiepidimento fino all'abbandono del cammino
iniziato? Per molti purtroppo è stato un entusiasmo
passeggero: come il seme caduto sui sassi e poi inaridito, essi si
sono arresi di fronte alle prime difficoltà. Molti poi si sono
lasciati via via soppraffare dalle preoccupazioni della vita, dalle
seduzioni del mondo, dall'inganno delle ricchezze (cf. Mc 4,19).
Perché questo? E' venuta meno la preghiera costante, che
assicurava la grazia di Dio e aiutava a staccarsi dalle cose mondane
e superflue. Questo è il digiuno essenziale, di cui il digiuno
a pane e acqua è un segno. Così satana ha avuto buon
gioco su di noi. Sappiamo che egli prende particolarmente di mira i
figli della sua Nemica (cf. Montfort, n. 54). Quante volte Lei ci ha
detto: satana è forte e vuol rovinare i miei piani!
Ma proprio per questo Dio ci ha preparato un rifugio sicuro:
avvicinatevi al mio Cuore Immacolato. Quello è un giardino
chiuso, una fonte sigillata inaccessibile a satana, dove si respira
solo Dio. Lì è il fiume e i suoi ruscelli che
rallegrano la città di Dio; Dio sta in essa: non potrà
vacillare (Sal 46). Avvicinarsi al suo Cuore I. vuol dire ascoltare
Lei, quindi i messaggi con cui ci apre la strada in un mondo di
confusione e ci premunisce contro le insidie di satana.
Allora, continua Maria, avete accettato i miei messaggi con un cuore
aperto, cioé con la semplicità dei bambini che
abbracciano subito ciò che è buono, senza calcoli,
né tanta consapevolezza. Anche allora la gente aveva accolto i
messaggi pur non sapendo cosa fosse la preghiera. E così la
grazia è entrata senza ostacoli nelle famiglie e nella
parrocchia. Riprendete a fare come allora.
Anche oggi vi invito ad aprirvi completamente a me: vuol dire senza
riserve, senza condizioni. Così potrò trasformarvi e
condurvi al Cuore di Gesù e in tal modo rendervi capaci di
cogliere la pienezza dell'amore. Se vogliamo essere certi di avere
aperto completamente il cuore a Lei, c'è un segno infallibile:
la vera pace del cuore, quella che solo Dio può dare. Quella
che resiste ad ogni tempesta ed è pronta ad ogni
sacrificio.
d. A.
NB. Perchè Maria parla del "suo Cuore", come pure del cuore
di Gesù? L'umanità è diventata insensibile a
Dio, perciò il termine "cuore" esprime meglio ciò che
di divino e di umano, e di infinitamente grande, c'è in
Gesù e Maria per noi. Perché così i nostri cuori
possano essere toccati nelle loro fibre più intime davanti al
cuore trafitto di un Dio e alle viscere di una madre a cui la spada
ha trapassato l'anima. Ecco i due Cuori in perfetta sintonia, per non
dire reciproca fusione.
Contro ogni speranza ho sperato nel Signore ed egli su di me si
è piegato, ha dato ascolto al mio grido ... Fanno eco al salmo
40 lamiere arrugginite e ondulanti verso l'alto, simbolo di una
società dolente, degradata e nel contempo anelante al
Crocifisso, inarcato dall'alto dei suoi 36 metri, che su di essa
misericordioso si china. Ecco l'imponente altare che non ha lasciato
indifferenti i 50.000 riuniti attorno al Papa, ricurvo sul seggio
posto ai piedi dell'imponente croce nello stadio di Brescia, per la
beatificazione di Giuseppe Tovini.
E' un Papa dal volto sorridente e sofferto che si fa ascoltare dai
giovani: un patriarca-maestro vero testimone nella fede dei padri che
oggi incarna una sofferenza condivisa, vissuta con tenacia e
straordinaria dignità. "Camminate con coraggio sulle strade
della verità e della giustizia. Siate sempre fiduciosi ed
arditi nel ricercare e nel costruire il bene. Cristo, il Redentore
dell'uomo, sia la vostra speranza!" Sono parole che i Papa pronuncia
lentamente e con ardore.
L'occasione è anche quella della chiusura delle celebrazioni
per il centenario della nascita del servo di Dio Paolo VI, che il
S.Padre ha descritto come "figura gigantesca", "maestro e servitore
della verità", "mio grande predecessore e insieme vero padre".
Ed è a lui che viene collegata la figura del nuovo beato che
ebbe un significativo influsso nella formazione giovanile del futuro
papa bresciano.
"I nostri figli senza la fede non saranno mai ricchi, con la fede non
saranno mai poveri". Il Papa cita le parole di Tovini e fa un forte
appello sull'importanza definita "fondamentale e decisiva" della
famiglia.
Al gremito duomo di Brescia, esorta i credenti ad "andare contro
corrente" e a battersi per il loro modello di famiglia e di
educazione scolastica; con parole penetranti ha continuato: "E' una
consapevolezza che ci riempie di responsabilità, specie se si
considera che oggi proprio la famiglia, nel quadro di un rapido
cambiamento del costume e di un diffuso relativismo etico, è
fatta oggetto di spinte eversive che ne minano i fondamenti
stessi".
"In questa situazione la Chiesa sente il dovere di richiamare i
capisaldi dell'etica matrimoniale e familiare e lo fa -precisa il
Papa- non con la pretesa di imporre una sua disciplina, quanto con la
convinzione di riproporre alle coscienze una verità che tutti
possono cogliere nell'intimo di se stessi".
Il S.Padre insiste sull'urgenza di "recuperare il senso del
matrimonio come patto di amore, con cui un uomo e una donna si legano
pubblicamente e per sempre". Partendo dalle parole esigenti di
Gesù, il Papa propone in toni accesi la "bellezza del
matrimonio vissuto secondo i disegni di Dio" come cardine per una
vita comune vissuta in pienezza; ecco allora, apprezzatissimo dalla
folla, il richiamo alla santità che può e che deve
illuminare i laici nella realtà di ogni giorno.
La lettura della lettera di Tovini alla fidanzata e l'incontro del
Papa, durante l'offertorio, con una giovane coppia di neo-sposi sono
stati spunti per ribadire che la testimonianza spetta a tutti, al di
là della specificità di ogni vocazione. Con voce
possente e sofferente il successore di Pietro continua: "E'
perciò importante educare le giovani generazioni a vivere
l'amore in modo autenticamente umano. Anche nella sua dimensione
sessuale, esso diventa allora per i credenti un elemento di quel
culto spirituale a cui richiama S.Paolo (Rm 12,1). Dobbiamo operare
perché il valore di questo istituto, che è fondamentale
e irrinunciabile per l'umana convivenza, si riaffermi nelle
coscienze, nella cultura, nella stessa legislazione".
Come sempre il Papa ha mostrato affetto e attenzione per tutti:
saluta, accarezza, abbraccia, bacia, incoraggia, non esitando a fare
il sacrificio di lasciare anche il bastone per stringere più
mani possibili; distribuendo speranza benedice, ma in modo
particolare si intrattiene lungamente con gli ammalati e le persone
in difficoltà che ha voluto in prima fila, sotto il
palco...
Con forte accento ha ricordato "l'urgenza della collaborazione
scuola-famiglia" e ha chiesto che "alle famiglie venga riconosciuta
concretamente, anche con opportuni sostegni, la possibilità di
scegliere l'indirizzo educativo e il tipo di scuola che meglio
aiutino la crescita dei propri figli".
Con la ferma guida di un vecchio profeta biblico che parla alla sua
gente, Giovanni Paolo II, a conclusione della visita, invita tutti a
rivolgersi alla Madonna delle Grazie, al nuovo beato e al Pontefice
predecessore, servo di Dio; infondendo rinnovato coraggio, agli
operatori della famiglia e della scuola dice: "Il vostro impegno
è diventato oggi più difficile, ma rimane esaltante ed
urgente. Voi siete chiamati a dare un contributo alla costruzione di
personalità sane, motivate, ricche di interiorità e
capaci di comunione".
Al termine della sua visita il Papa lascia alle famiglie un'ulteriore
testimononianza del primato di Dio, sostando ancora una volta in
adorazione sull'inginocchiatoio in fondo alla cattedrale, prima di
ripartire per Roma.
Alessandro
Siamo gioiosamente sorpresi di fronte al numero sempre crescente
di santi posti dalla Chiesa davanti ai nostri occhi. Nel ventennio di
pontificato di Giovanni Paolo II, che si conclude in questo ottobre,
sono stati proclamati la metà circa dei beati (805 su 1611) e
dei santi (280 su 570) dichiarati tali dalla Chiesa negli ultimi 4
secoli, senza contare le circa 2000 cause in cantiere.
Sappiamo bene però che questo è solo un piccolo numero
di testimoni e modelli sicuri che la Chiesa ci addita per aiutare il
nostro cammino. Ma c'è una moltitudine immensa che nessuno
può contare (Ap 7,9) di santi. Sono tutti i fratelli e le
sorelle usciti da questo mondo che godono già la beatitudine
di Dio. Ma S.Paolo chiama "santi" anche i cristiani viventi sulla
terra, perché partecipano della santità di Gesù,
quando sono in grazia di Dio.
Ma ora è d'obbligo che anche noi contempliamo le ultime
luminosissime perle che sono state tratte dallo scrigno della
Chiesa.
Giuseppe nasce il 14 marzo 1841 a Cividate Camuno (Brescia),
primogenito di 6 figli; a diciotto anni la morte prematura del padre
lo porta ad abbandonare l'ideale di farsi missionario per dedicarsi
ai suoi fratelli. Si laurea brillantemente in giurisprudenza
impegnandosi sin dagli inizi nel lavoro, che per lui è
servizio verso il povero, occasione per esercitare la carità e
la vera giustizia. Perciò rifiuta di difendere cause
remunerative là dove risultino equivoche o ingiuste,
dichiarando ai clienti che preferisce "perdere un lauto guadagno
anziché l'anima". In una lettera alla fidanzata dice: "Ho
sempre considerato il matrimonio come un mezzo di perfezionamento
morale e religioso, ed ora non potrò mai ringraziare
abbastanza il Signore di avermi dato te per sposa. Oh! Sì,
cara Emilia, insieme a te io diventerò più virtuoso,
più perfetto". Padre di 10 figli, tra i quali uno si
farà sacerdote gesuita e due diverranno religiose, avvocato e
sindaco di fede ardente e di prodigiosa capacità di azione,
è fondatore e promotore di banche, ferrovie, riviste, scuole,
collegi. Giuseppe Tovini è stato definito la figura laicale
italiana più moderna e pubblica che la Chiesa abbia finora
inserito tra i beati e il Papa lo ha proposto come attualissimo
modello di fede e di fedeltà alla Chiesa nella società
contemporanea. E' morto il 16 gennaio 1897, a soli 56 anni.
E' al servizio della cultura della vita e della famiglia che il
pontefice invita i credenti: "In un tempo in cui taluni pretendevano
di confinare la fede entro le mura degli edifici sacri, Giuseppe
Tovini testimoniò che l'adesione a Cristo e l'obbedienza alla
Chiesa, lungi dall'estraniare il credente dalla storia, lo spingono
ad essere fermento di autentica civiltà e di progresso
sociale". La profonda spiritualità famigliare e laicale che
connota Giuseppe sono alla base del suo prodigioso impegno sociale ed
educativo.
Ma la fonte prima dalla quale tutto gli proviene si trova in
Gesù-Eucaristia, per il quale organizza l'adorazione notturna,
nella chiesa di S.Luca a Brescia, dove ora sono le sue spoglie. "La
onestà e coerenza del Tovini -ha riaffermato il S.Padre-
trovano radici nel profondo, vitale rapporto con Dio, che egli
alimentava costantemente con l'Eucaristia, la meditazione e la
devozione alla Vergine".
In uno scenario da sogno, sul pendio antistante il santuario di
Maria Bistrica, a 40 km da Zagabria, sabato 3 ottobre si era radunata
una folla di mezzo milione di croati per assistere alla
beatificazione del loro intrepido arcivescovo. "Egli ha offerto al
suo popolo una bussola per orientarsi: la fede, il rispetto, il
perdono. Sapeva che non si possono fare sconti sulla verità
perché la verità non è merce di scambio -ha
detto il Papa- ... In Stepinac c'è la sintesi dell'intera
tragedia che ha colpito l'Europa nel corso di questo secolo, segnato
dai tre grandi mali del fascismo, del nazismo e del comunismo".
Il S.Padre ha accomunato Stepinac ai coraggiosi testimoni che, per
conservare l'unità della Chiesa e per difenderne la
libertà, accettarono di pagare un pesante tributo di sangue.
In fine ha fatto appello al perdono e alla riconciliazione,
cioè "a purificare la nostra memoria dall'odio, dai rancori,
dalla voglia di vendetta. Vuol dire riconoscere come fratello anche
colui che ci ha fatto del male".
Nello stesso tempo il Papa ha voluto mettere in guardia il popolo
croato, che si trova in un ex-stato dove vivono fianco a fianco
cattolici, ortodossi, musulmani, da ogni discriminazione razziale e
dal nazionalismo esasperato ed autoritario, per vivere in pacifica
coesistenza e collaborazione.
Stepinac: "farò il mio dovere fino in fondo
senza temere ne odiare alcuno"
Luigi Victor Stepinac nacque l'8 maggio 1898 a Krasic' in Croazia,
quinto di 8 figli, più 3 del primo matrimonio del padre.
Cresciuto in una famiglia di fede profonda, frequentò il
ginnasio di Zagabria, ottenendo la maturità nel 1916.
Di carattere serio e deciso, preferì il servizio militare
piuttosto che entrare in seminario, come molti facevano pur senza
vocazione per sfuggire la chiamata alle armi. Ufficiale dell'esercito
austriaco sul fronte italiano, rimase prigioniero per 6 mesi. Finita
la guerra si iscrissi alla facoltà di agraria, ma
insoddisfatto del clima morale dell'università, preferì
lavorare nei campi col padre per 6 anni, finché dopo lunga e
difficile maturazione, decise di farsi sacerdote. Seppe più
tardi che la mamma aveva tanto pregato e digiunato tre giorni alla
settimana per 20 anni perché diventasse sacerdote!
L'arcivescovo di Zagabria lo inviò per gli studi a Roma, dove
divenne sacerdote a 32 anni nella festa di Cristo Re e dove
celebrò la prima Messa in S.Maria Maggiore per la sua
devozione mariana.
Tornato in patria, l'arcivescovo Bauer lo fece suo cerimoniere e gli
affidò incarichi di grande responsabilità per comporre
dissidi nelle parrocchie e per le opere di carità,
finché nel '34 lo fece suo coadiutore: a 36 anni era il
più giovane vescovo del mondo. E' lui che iniziò i
pellegrinaggi annuali a Maria Bistrica fino a quando saranno proibiti
nel '46 dal governo comunista. Morto nel '37 il vescovo Bauer,
Stepinac diventa arcivescovo di Zagabria e svolge un'attività
immensa in tutte le direzioni, specialmente nella formazione dei
laici e dei sacerdoti; predica con efficacia e visita senza tregua le
parrocchie creando un clima nuovo nella diocesi.
Nel '39 inizia la seconda guerra mondiale che coinvolge tragicamente
anche la Croazia. Nel 1941 viene fondato lo Stato indipendente
croato, alleato dei fascisti e dei nazisti. Egli non accettò
le facili conversioni al cattolicesimo che molti suggerivano a ebrei,
ortodossi e musulmani considerati nemici dello Stato. Inviò
piuttosto continui appelli perché sacerdoti e fedeli
salvassero le vite umane. Famose le omelie di Stepinac in questi
tempi turbinosi in cui rivendica i diritti e la dignità di
ogni uomo: "la Chiesa cattolica non riconosce razze che dominano e
razze che sono dominate, ma solo popoli creati da Dio... Quando
questi tempi di pazzia saranno passati, ciascuno tornerà
tranquillamente alla sua religione". Le false accuse di connivenza
col governo nazionalista "ustascia", lanciate dal centro Wiesentall
di Parigi, sono smentite dalla stessa comunità ebraica di
Zagabria che dichiara perenne riconoscenza a Stepinac per aver
salvato migliaia di vite.
L'8 maggio '45 entrano a Zagabria i comunisti di Tito e mettono
subito in atto il tentativo di costituire una Chiesa nazionale
staccata dal Papa e quindi controllabile dal partito (come oggi in
Cina). Stepinac è fermo nel rifiuto e la sua Chiesa ne
condivide unanimemente la posizione. Nel settembre '46 viene
celebrato il processo-farsa contro l'arcivescovo accusato di
collaborazionismo con i nazionalisti "ustascia". A tutte le accuse
egli risponde sempre dicendo di "aver la coscienza pulita e di esser
pronto anche a dare la vita". E' condannato a 16 anni di prigionia.
Incarcerato il 19 ottobre '46, trasformerà la propria cella di
prigione in cella di preghiera, di lavoro e di penitenza. E quando
nel dicembre '51, su pressione internazionale, sarà trasferito
agli arresti domiciliari nella canonica del suo paese natale,
continuerà a svolgere con fierezza il suo servizio episcopale,
pur sorvegliato dalla polizia comunista.
Così pregava celebrava, confessava, predicava e scriveva
lettere su lettere perchè sacerdoti e fedeli non cedessero al
tentativo dei comunisti di staccarli dalla Chiesa. A un tale
testimone di fedeltà, Pio XII conferirì nel '53 la
porpora cardinalizia, ma egli non volle recarsi a Roma per timore di
non potere ritornare in patria. Così pure, molto malato,
rifiuterà di recarsi in cura all'estero per rimanere col suo
gregge. In una lettera fa riferimento alla lunga serie di
maltrattamenti che aveva duvuto subire, ma alla fine dichiara: "Io so
qual è il mio dovere. Con la grazia di Dio lo adempirò
fino alla fine, senza odio verso chiunque e senza timore di
chiunque". Rese la sua anima a Dio il 10 febbraio del '60.
L'ininterrotto pellegrinaggio del popolo alla sua tomba nella
cattedrale di Zagabria è stato un degno anticipo del
riconoscimento ufficiale della sua santità.
Ultima perla: Edith Stein, la grande figlia di Israele finita
nel "comune olocausto", arrivata a Cristo attraverso la scienza e al
Carmelo per gli scritti di S.Teresa d'Avila. E' stata canonizzata in
p.zza S.Pietro col nome di S.Teresa Benedetta della Croce. Ne
parleremo, se a Dio piacerà, sul prossimo numero; come pure
della colossale enciclica "Fides et ratio".
A Schio il 15 agosto, a conclusione della tre giorni dei giovani,
nella solenne concelebrazione all'aperto, un inviato del vescovo di
Vicenza ha presentato don Giuseppe Bonato, nuovo parroco della vicina
Chiesa di S.Maria delle Piane, finora priva di sacerdote. Sarà
l'assistente del movimento mariano di Schio: è un
riconoscimento dello Statuto dell'Associazione Regina dell'Amore.
Egli assisterà i pellegrini sempre più numerosi e
l'Opera dell'Amore. Ha tenuto l'omelia il Provinciale dei PP.Serviti
di Monte Berico, due dei quali prestano servizio anche all'Opera
dell'Amore per la preparazione dei giovani.
"Ho fatto tutto il possibile perché
Gesù trovi la fede al suo ritorno?"
Ma quelle lacrime...
Giovanni Paolo II festeggia in p.za S.Pietro i 20 anni di pontificato
e si domanda, per quattro volte, se ha "fatto tutto il possibilile
perché il Figlio dell'uomo, quando verrà, possa trovare
la fede sulla terra" (cf. Lc 18,8). Una domanda da far tremare e
trema infatti il vecchio Papa mentre si interroga in pubblico, con
disarmante sincerità.
La festa è stata organizzata dalla diocesi di Roma, 2 giorni
dopo quella che gli avevano fatto venerdì 16 ottobre gli oltre
30mila pellegrini giunti dalla Polonia. Il Papa legge con voce forte
un'omelia lunga, appassionata, tutta sua. Ricorda il calore con cui
l'hanno accolto i romani e gli italiani al momento dell'elezione: se
ne stupisce, da vent'anni. Concelebra con 1500 tra cardinali, vescovi
e preti presenti in città. Nella piazza ci sono 80.000 romani
con le massime autorità.
Momento di commozione quando 37 bambini di una scuola elementare di
Cinecittà, la S.Giovanni Bosco, gli portano danzando grandi
ceste di fiori. Il Papa dà a tutti un bacio e la telecamera
mostra lacrime sulle sue guance e su quelle dei bambini. Nell'omelia
Giovanni Paolo ricorda che il compito del Papa è quello di
"insegnare" restando "saldo" nella fede e qui inizia a fare un esame
del suo pontificato: "Il vescovo, e a maggior ragione il Papa, deve
tornare continuamente alle fonti della sapienza che portano alla
salvezza. Deve amare la Parola di Dio. Dopo vent'anni di servizio
sulla sede di Pietro, non posso quest'oggi non pormi alcune domande:
hai mantenuto tutto questo? Sei stato maestro diligente e vigile
della fede nella Chiesa?".
E ancora: "Hai cercato di avvicinare agli uomini di oggi la grande
opera del Concilio Vaticano II? Hai cercato di soddisfare le attese
dei credenti nella Chiesa, ed anche quella fame di verità, che
si fa sentire nel mondo, fuori della Chiesa? Ed echeggia nel mio
spirito l'invito di S.Paolo: Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo
Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti -e che
giudicherà anche te- annuncia la Parola!" (2Tim 4,1).
"Tutto dipende, in un certo senso, dalle mani di Mosè tese
verso l'alto", perché la preghiera del pastore sostiene il
gregge", ma anche "la preghiera del popolo sostiene chi ha il compito
di guidarlo". A Mosè, Aronne e Cur sostennero le braccia: il
Papa chiede a noi oggi di sostenere le sue braccia tremanti
"perché possa compiere fino in fondo la sua missione". E' a
questo punto che ricorda l'attentato. Si paragona a Pietro carcerato,
che la preghiera di "tutta la Chiesa" libera "miracolosamente" dalla
prigione e conclude in questo modo: "Così è stato
innumerevoli volte attraverso i secoli. Io stesso ne sono testimone
per averlo sperimentato in prima persona. La preghiera della Chiesa
è una grande potenza! ...Ho sentito pulsare accanto a me il
cuore della Chiesa".
Red.
Censimento dei gruppi di preghiera che operano in Italia: si sta
attuando per informare chi, nelle varie zone, vuol parteciparvi e
anche per incontri e pellegrinaggi. Inviare a Gianni Romolotti (fax
02-58105979, o in V.le Papiniano 45, 20123-Milano), con nominativo
del capogruppo, indirizzo, tel e fax e numero approssimativo dei
componenti.
Sono passati 30 anni dall'enciclica Humanae vitae. Pochi documenti
papali hanno suscitato reazioni avverse come questo. Giovanni Paolo
II stesso ha detto a Brescia che "l'insegnamento luminoso di Paolo VI
sulla 'paternità responsabile', così delicato e
controverso, non è stato accettato da tutti i cattolici,
neanche tra i vescovi"! Ma pochi documenti -possiamo dire- portano
così palese il segno di contraddizione, che è proprio
di Cristo. E non poteva essere diversamente la reazione da parte di
una mentalità secolarizzata, la quale può anche dire
"Cristo sì", ma "la croce no".
Da tempo si avvertiva la necessità di una indicazione chiara
da parte della Chiesa sui rapporti matrimoniali, di fronte alle nuove
problematiche e a tante deviazioni. L'Humanae vitae è un testo
che vuol presentare in modo positivo "la moralità coniugale in
ordine alla sua missione di amore e di fecondità, sia nella
visione integrale e terrena, sia in quella soprannaturale ed eterna".
"Paolo VI non mirava in prima istanza -ha detto il papa a Brescia- a
proibire qualcosa, ma ad esaltare la missione sublime che fa degli
sposi i collaboratori di Dio nel dono dell'esistenza a nuove
creature".
Che cosa dice l'enciclica sui rapporti coniugali? - Ecco per sommi
capi. Anzitutto viene ribadita "la connessione inscindibile, che Dio
ha voluto e che l'uomo non può rompere di sua iniziativa, tra
i due significati dell'atto coniugale: quello unitivo e quello
procreativo (n. 12)... Usare di questo dono divino (l'amore
coniugale) distruggendo, anche solo parzialmente, il suo significato
e la sua finalità, è contraddire alla natura dell'uomo
come a quella della donna e del loro più intimo rapporto, e
perciò è contraddire anche al piano di Dio e alla sua
volontà" ( 13).
Poi l'enciclica si sofferma sulle vie illecite per la regolazione
della natalità: in primo luogo l'aborto volontario, in tutti i
casi; poi la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea;
quindi "ogni azione che, in previsione dell'atto coniugale o nel suo
compimento o nelle sue conseguenze naturali, si proponga come scopo o
come mezzo, di rendere impossibile la procreazione (14).
Se per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti o dalle
condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi, o da circostanze
esteriori, la Chiesa insegna essere allora opportuno "tener conto dei
ritmi naturali nei soli periodi infecondi e così regolare la
natalità senza offendere i principi morali" (16). La condanna
è dunque di tutte le pratiche anticoncezionali
[cioè contro la procreazione] quando i contraccettivi
non siano utilizzati come mezzi terapeutici (15). Alla fine il
documento parla delle direttive pastorali che riguardano l'educazione
alla padronanza di sé e della prassi dei confessori che devono
essere particolarmente comprensivi.
Una decisione sofferta - Come si è arrivati a questo
documento? Una commissione istituita da papa Giovanni XXIII e poi
ampliata da Paolo VI aveva studiato a fondo il problema per quattro
anni. La maggioranza dei 60 membri, alla fine, esprimeva un parere
diverso dalle conclusioni del papa. Il papa stesso confidava, nella
prima udienza dopo la pubblicazione del documento (31 luglio 1968),
"di aver molto sofferto spiritualmente, di non aver mai avvertito
come allora il peso della sua responsabilità e la sua
inadeguatezza di fronte al formidabile obbligo apostolico di doversi
pronunciare".
Aveva seguito le discussioni accese della commissione, sentiva "le
voci fragorose dell'opinione pubblica e anche quelle più tenui
e penetranti di tante persone di famiglia angustiate per questo
problema. Quante volte abbiamo trepidato davanti al dilemma di una
facile condiscendenza alle opinioni correnti, ovvero d'una sentenza
male sopportata dall'odierna società, o che fosse troppo grave
per la vita coniugale!" Ma dopo aver tanto studiato, ascoltato,
riflettuto e pregato -egli continua- "abbiamo messo la nostra
coscienza nella piena e libera disponibilità alla voce della
Verità, cercando di interpretare la norma divina
sull'autentico amore umano"... "E non abbiamo avuto dubbio sul nostro
dovere di pronunciare la nostra sentenza nei termini espressi
dall'enciclica".
"La verità non può essere decisa a maggioranza"
- dice il card. Ratzinger. "Davanti alla questione della
verità ha termine il principio democratico... Nella Chiesa non
vi può essere nessuna maggioranza contro i santi, contro i
grandi testimoni della fede che caratterizzano tutta la storia. Essi
appartengono sempre al presente e la loro voce non può essere
messa in minoranza... A Paolo VI sta a cuore la difesa della
dignità umana e dell'amore umano e coniugale. Il Papa ritiene
la persona umana capace di grandi cose: di fedeltà e di
rinuncia; per questo non vuole che il problema della fecondità
responsabile sia regolato in modo meccanico, ma in modo umano,
cioè nello spirito dell'amore e della sua libertà
stessa".
Red.
La fede di Pietro prevale
sui criteri della sapienza umana
L'importanza di tale enciclica appare oggi ancora più evidente
davanti agli attacchi violenti e insidiosi dei gruppi più
influenti del pensiero occidentale, specialmente contro l'istituto
della famiglia e il valore assoluto della vita umana. Basti pensare
alla manipolazione degli embrioni, alle ipotesi di clonazione umana e
alle posizioni assunte dalle più rappresentative potenze
occidentali, nelle conferenze mondiali del Cairo e di Pechino.
In realtà la scelta di Paolo VI rappresentò un punto
fondamentale di svolta, dopo la fase di incertezza riscontrabile
nell'immediato post-concilio, in cui spesso sono state stravolte le
luminose conclusioni dottrinali scaturite sotto l'impulso dello
Spirito Santo. Infatti, oltre le affermazioni di tutela della
dignità umana, l'enciclica realizzò una vigorosa
riaffermazione del servizio profetico dovuto dalla Chiesa al mondo,
respingendo ogni tipo di subordinazione alle opinioni e culture
dominanti, proclamando alta e forte, in piena libertà, la
Verità sull'uomo, alla luce della redenzione operata da Cristo
Gesù, che rimane lo stesso ieri, oggi e per sempre.
Fu un grande atto di fede nella Signoria di Cristo sulla Chiesa e
sulla storia, aldilà delle suggestioni suscitate dalla falsa
sapienza del mondo, che è stoltezza agli occhi di Dio. E
ciò é vero anche se questa sapienza fosse rivestita dal
lodevole quanto illusorio intento di sollecitudine pastorale o di una
gratificante apertura alle grandi correnti di pensiero laiciste,
senza darsi troppo pensiero dello "Splendor Veritatis" che promana
dallo Spirito autentico del Vangelo.
Inoltre questi temi investono la natura e il significato stesso della
Chiesa nel mondo, affermando senza equivoco la dimensione spirituale
trascendente del matrimonio cristiano, come una grazia che proviene
dall'alto e che, nella mutua donazione degli sposi, pienamente aperta
alla vita, si apre al dono della vita trinitaria, capace di
inesauribile fecondità spirituale e di creare continuamente
cieli nuovi e terra nuova nella Chiesa e nel mondo. Si poteva
rinunciare al senso trascendente della Chiesa riducendo tutto ad una
concezione puramente sociale del matrimonio, finalizzata a promuovere
uno sviluppo solo umano dei coniugi, in accordo con le esigenze
generali della società che mutano con il tempo?
Ebbene, in questo quadro di insidie e rischi gravissimi per il futuro
della Chiesa, irruppe in modo sorprendente l'azione dello Spirito,
ponendo in piena luce il valore della promessa di Cristo a Pietro,
costituito per grazia fondamento e garanzia della Chiesa visibile.
Così Paolo VI, tra lo sconcerto e l'incredulità di
molti, operò una scelta non dettata dalla carne e dal sangue,
ma suggerita dallo Spirito del Padre. In questo modo aprì la
strada alle impostazioni sviluppate dal suo Successore, il quale,
fallite molte ideologie e cadute molte illusioni, si sta manifestando
quale unico cardine di ogni riferimento etico per credenti e non
credenti: vero strumento eletto nelle mani di Maria per realizzare il
trionfo del suo Cuore Immacolato.
Beppe Ferraro (riduzione)
Il S.Padre ha celebrato i 1700 anni della città, che viene
considerata la culla del cristianesimo di queste terre. Sono giunte
3mila persone da Medj., metà delle quali erano pellegrini
provenienti da ogni parte del mondo. La grande Eucaristia è
stata celebrata in riva al mare davanti a 500mila persone.
Nell'omelia Giovanni Paolo ha ripetutamente invitato il popolo a
ritornare alla fede dei padri, fede che si deve testimoniare nella
vita. Sembrava che le sue parole facessero eco all'ultimo messaggio
che la Madonna aveva dato non molto lontano.
Dall'alto dell'altare egli ha potuto ammirare centinaia di battelli
che gli hanno offerto un concerto di klaxons sul mare. Non è
mancata al pomeriggio la visita al Santuario della Madonna dell'Isola
a Solin dove, sulla spianata, si è svolto l'incontro con i
catechisti e i movimenti ecclesiali. Nella sua visita in Croazia, tra
Zagabria e Spalato, il Papa ha incontrato complessivamente oltre 1
milione di persone (su 4,5 milioni di persone).
Durante il suo viaggio in America, da Miami, Jakov ha mandato a
P.Slavko la seguente comunicazione:
«Venerdì 11 settembre, durante l'apparizione quotidiana,
la Madonna mi ha detto di prepararmi in preghiera in modo particolare
per l'apparizione del giorno successivo, perché mi avrebbe
affidato il decimo segreto. Sabato, 12 settembre la Madonna è
venuta alle 11,15 (ora locale). Quando è venuta mi ha salutato
come sempre col saluto: "Sia lodato Gesù Cristo". Mentre mi
affidava il decimo segreto era triste. Dopo, con un dolce sorriso, mi
ha detto: Caro figlio, io sono tua Madre e ti amo
incondizionatamente. Da oggi non ti apparirò più ogni
giorno, ma soltanto il giorno di Natale, il giorno della nascita di
mio Figlio. Non essere triste perché io sarò sempre con
te come madre e come ogni vera madre non ti abbandonerò mai.
Tu continua a seguire la via di mio Figlio, via di pace e di amore e
cerca di perseverare nella missione che ti ho affidato. Sii esempio
di un uomo che ha conosciuto Dio, l'amore di Dio.
Vedano sempre in te un esempio di come Dio opera negli uomini e di
come opera attraverso di loro. Io ti benedico con la mia benedizione
materna e ti ringrazio di aver risposto alla mia chiamata.
L'apparizione è terminata alle 11,45». In una breve
telefonata a P.Slavko Barbaric, Jakov ha detto di aver pianto a lungo
e che era molto triste.
Tutto questo - scrive suor Emmanuel (riportiamo liberamente) -
è avvenuto in una casa privata di Miami (Florida), dove il
veggente si era recato su invito dei pellegrini. Jakov piangeva come
un bambino. Fortunatamente con lui era Mirjana, che a sua volta aveva
tanto sofferto quando per lei le apparizioni quotidiane erano cessate
nel Natale '82. Molti sono rimasti sorpresi perché, abituati
ormai alle apparizioni quotidiane, le consideravano una cosa
durevole.
Ora sono tre i veggenti che non hanno ricevuto il decimo segreto e
che hanno l'apparizione quotidiana: Vicka, Ivan e Marija. Nessuno
conosce il contenuto dei segreti. La Madonna ha parlato di un "grande
segno" (terzo segreto) che apparirà sulla collina del Podbrdo
e che sarà visibile a tutti, indistruttibile e permanente.
Sappiamo che dobbiamo convertirci prima dell'arrivo del segno
perché poi sarà troppo tardi. Jakov ha confidato che
all'inizio saranno rivelati i primi segreti, i quali mostreranno che
le apparizioni sono vere. "La Madonna ha mostrato a me e anche a
Vicka il grande segno: è molto bello!"
Ci sono anche persone, che non sono di Medj, che hanno unito il
decimo segreto a eventi catastrofici che dovrebbero capitare attorno
al 2000. Niente di tutto questo, se non altro perché la
Madonna ha promesso a Jakov di apparire ancora per i prossimi Natali.
Dunque il mondo conoscerà ancora altri Natali. Anche il Papa,
nella preghiera per il grande Giubileo, chiede a Dio "che guidi la
Chiesa perché varchi con coraggio la soglia del nuovo
millennio e porti alle generazioni future la Luce del mondo". La
Madonna ci ha sempre detto come la preghiera e il digiuno possono
mutare gli eventi e ancora: Le famiglie che scelgono Dio per Padre,
la Chiesa come loro casa e me per Madre, non hanno nulla a temere dai
segreti e niente da temere per l'avvenire.
E' un cuore di Padre che guida il mondo, il Cuore di Dio. * *
Padre Slavko in Inghilterra - E' l'ottava visita del Padre in
Inghilterra nell'ambito dell'organizzazione di Bernard Ellis e
"Network-Medjugorje" per una settimana di preghiera. Mentre gli altri
anni si svolgeva ad Aylsford, presso i carmelitani, quest'anno ha
avuto luogo in varie sedi. Anche Jelena Vasilj vi ha preso parte
parlando della propria esperienza. Il 30 agosto si è svolto un
incontro con 3mila giovani presso l'abbazia benedettina di Worth; e
il giorno dopo con 2mila fedeli a Wintershire, luogo di conversione
di Peter Hutley.
Il primo settembre abbiamo incontrato 800 fedeli nel seminario di
S.Giuseppe presso Manchester e il 2 settembre una ventina di
sacerdoti a Sunderland, presso Newcastle. Hanno partecipato alle
spiegazioni dei messaggi e ai colloqui che ne sono seguiti anche tre
pastori anglicani. Nella chiesa affollatissima ha fatto seguito il
programma di preghiera di Medj. Il 3 settembre a Leicester abbiamo
incontrato la comunità cistercense e insieme abbiamo pregato e
poi parlato. Lo stesso programma si è svolto anche nella
chiesa di S.Croce con grande partecipazione di fedeli.
Partiti il 4 settembre per l'Olanda, abbiamo visitato ad Amsterdam i
prigionieri croati presso L'Aia, i quali con commozione hanno
partecipato anche alla S.Messa. Il 5 settembre è seguito un
incontro di preghiera della durata di un giorno nel santuario mariano
belga di Beauraing, dove eravamo stati altre 3 volte. Vi hanno preso
parte circa 2500 fedeli.
Siamo grati a Dio per queste esperienze di preghiera che hanno
provato ancora una volta come la Madonna sappia attirare molte
persone all'incontro con Gesù. (Press Bulletin)
Medj. fucina di vocazioni - L'americano P. Bernardo racconta:
"Il mio vescovo mi consigliava spesso di non interessarmi delle
apparizioni di Medj. e non aveva mai mostrato alcuna fiducia in esse.
Ma un giorno, venuto a sapere che andavo a Medj., mi
raccomandò di pregare in quel luogo per le vocazioni. Da parte
mia sapevo che andavo a colpo sicuro, perché ogni volta che un
prete della diocesi vi si recava, almeno ne veniva una vocazione. Mi
sono fermato a Medj. per 4 mesi "sabbatici" a servizio dei pellegrini
e al mio ritorno, fine '97, le prime parole del vescovo sono state:
"Ti devo rimandare subito indietro!" Difatti in quel periodo nella
nostra diocesi si erano presentati 10 candidati per il sacerdozio!
P.Bernardo ricorda che dopo il primo pellegrinaggio a Medj. aveva
detto al suo vescovo: "A Medj. mi sono sentito per la prima volta
fiero di essere prete". La Madonna ha detto in passato: E' difficile
oggi per un prete restare fedele. I preti non hanno bisogno dei
vostri giudizi, ma delle vostre preghiere e del vostro amore.
Aiutateli!
"Se foste uniti a Gesù
non ci sarebbe bisogno di Medj."
Così ha detto giorni fa ai pellegrini italiani la veggente
Marija: "Per la Madonna la cosa più importante e il suo unico
scopo è di metterci sul cammino della santità e di
condurci a una profonda intimità con suo figlio Gesù.
Questa comunione del nostro cuore con Cristo deve essere al primo
posto nella nostra vita. Quando voi l'avrete raggiunta, non avrete
più bisogno di Medj. e nemmeno di correre dai veggenti".
Come gli altri veggenti, Marija considera nocivo il fanatismo. Se
c'è una persona non fanatica di Medj. è proprio la
Madonna: tutta la sua vita è Gesù e il rapporto dei
suoi figli con Lui. Medj. è un eccellente canale per questa
grazia, ma il canale non deve essere confuso con ciò che esso
porta.
Troppi sono bloccati nella crescita spirituale, perché
attaccati più a un luogo di apparizioni o a certe devozioni
che non alla persona di Gesù e di sua Madre. Quando il Signore
verrà non ci chiederà quanti pellegrinaggi abbiamo
fatto, se la tal persona importante ci ha benedetti, quante foto di
veggenti o di immagini benedette abbiamo collezionato (anche se
questo può averci aiutato). Che cosa resterà di
veramente valido da offrirgli? Conterà solo essere ricchi di
amore, amore che si ottiene vivendo il Vangelo e i messaggi.
Positivi i tests sui veggenti - Jakov che non aveva potuto essere
esaminato in aprile dall'équipe di specialisti presso Como,
è stato sottoposto agli stessi tests degli altri veggenti a
Medj. verso la fine di agosto. I risultati dei tests di aprile non
sono ancora noti, ma alcuni specialisti non nascondono che sono
eccellenti.
(dal diario di suor Emmanuel)
Nella festa di S.Francesco, una lieta sorpresa ha rallegrato
la Chiesa di Medj. Alla Messa serale del Transito una decina di
giovani della parrocchia sono stati accolti nella comunità dei
giovani francescani, mentre altri venti giovani, che ne facevano
già parte, hanno fatto la prima promessa.
Gruppi di indiani provenienti dalle riserve canadesi, indigeni
australiani -aborigeni- sono venuti a Medj. per 2 settimane nei loro
costumi tradizionali, intrattenendo con canti e danze, davanti alla
chiesa, i pellegrini e soprattutto i ragazzi che finalmente li
vedevano con i propri occhi, non solo nei films.
Pellegrini del Kazakistan, venuti a Medj., hanno voluto
riprodurre nella loro patria a Ozernoj, una croce identica a quella
del Krizevac. E' stata benedetta dal card.Glemp e dal vescovo del
Kazakistan Lenge.
Anche nel Panama Medj. ha lasciato una traccia evidente:
è stata costruita una chiesa identica a quella di Medj., dove
si svolge ogni sera lo stesso programma di preghiera, oltre
all'adorazione del SS.Sacramento. Il santuario, dedicato alla Madre
di Dio è stato benedetto nel maggio '97.
Un seminario per la guarigione interiore si è tenuto
alla Domus Pacis, guidato da P.John Cheriaveliyl e sr.Margaritha
Valappila. Riguardava specialmente le difficoltà della vita in
famiglia. L'effetto sui 70 partecipanti è stato notevole.
AVVISI - Seminari di digiuno e di preghiera, guidati da
P.Slavko, si svolgeranno, come tutti gli anni, presso la Domus Pacis
in preparazione al Natale. Ecco le date: 29 novembre-4 dicembre; 5-10
dicembre; 14-20 dicembre. Se qualcuno che si fosse iscritto non
potesse partecipare, è pregato di avvisare almeno una
settimana prima. Per adesioni tel. (387)88651988; fax
(387)88651444.
Un seminario per le guide di pellegrinaggi si è svolto
dal 17 al 20 agosto '98. Tutti quelli che portano a termine con
successo tali seminari possono entrare nell'Associazione guide e
così lavorare presso il santuario, dopo aver ricevuto le
debite informazioni. Le materie svolte riguardano la S.Scrittura, il
messaggio cristiano, i messaggi della Vergine e il pellegrinaggio
nell'ambito degli eventi di Medj.
L'Ufficio informazioni consiglia ai gruppi che arrivano a Medj. di
rivolgersi a queste guide preparate per avere informazioni e
spiegazioni attendibili.
Il programma di preghiera serale con il Rosario e la S.Messa
potrà essere seguito d'ora in poi, non solo via radio, ma
anche attraverso internet e audio off-line. E' in programma per il
futuro anche il servizio video. Per queste attrezzature si è
costituita l'Associazione dei sostenitori del Centro informativo MIR
di Medj.
Chi vuole avere particolari notizie può scrivere all'e-mail:
medjugorje-mir@medjugorje.hr; oppure al fax (387)88651444,
specificando per il Centro informativo. (dal Press Bulletin)
Augurissimi per il 100mo numero del Press Bulletin, sempre
raggiungibile via robofax: tel 00387-88-651555.
Alberto Bonifacio ci manda all'ultimo momento una lunga
interessante cronaca della prima avventura in Montenegro per i
soccorsi ai profughi del Kosovo. Riportiamo per sommi capi.
Difficoltà a non finire quando i 10 furgoni (di Lecco, di
Finale Emilia, di Ghedi, di Crema e di Novara) arrivano, via mare, al
porto di Bar (la latina Antibari) nel Montenegro, dove, dopo lunghe
peripezie, devono rivolgersi al consolato, alla Caritas e perfino al
vescovo emerito, per poter liberare i carichi, a caro prezzo, dagli
artigli della dogana. Lasciato un furgone di soccorsi sul posto, il
1^ ottobre riescono ad arrivare a Ulcinj, dove 20.000 sono i
profughi: ben più della popolazione della cittadina sul
mare.
In poco tempo la gente in estrema povertà si ammassa e con
l'aiuto del commissario per i profughi del comune, si può fare
una distribuzione abbastanza ordinata a molte famiglie. Con i furgoni
rimasti si va a Tuzi sul confine albanese, è la più
grossa parrocchia del Montenegro con 4.500 cattolici. I 5 frati
francescani ci accolgono cordialmente e si incaricano per una pronta
distribuzione degli aiuti ai profughi lì rifugiati.
Quanto grande sia la passione che la Gospa ha messo nel cuore di
questi suoi messaggeri della carità, si dimostra nel grave
incidente occorso a uno dei furgoni, di ritorno, nei pressi del
confine sloveno. "Uno dei conducenti, disteso sulla strada, tutto
insanguinato e con il braccio frantumato, non si lamentava per
sé, ma mi chiedeva se avrebbe ancora potuto tornare per
portare aiuti. L'altro, con lo sterno fratturato stava molto male, ma
il dolore più forte -diceva- lo sentiva perché era
andato distrutto, pur senza sua colpa, il furgone che serviva per
aiutare i poveri". (I due, ricoverati d'urgenza all'ospedale di
Rijeka, hanno potuto rientrare in Italia il giorno dopo).
Per informazioni: Alberto Bonifacio Via S.Alessandro 26,
23855-Pescate (LC), tel. 0341/368487, fax 0341/368587; ccp 17473224;
ccb 98230/Y Banca Popolare di 23900-Lecco.
Non rimangono mai deluse le attese di chi partecipa all'annuale
incontro guidato da p.Tomislav Vlasic a Colledonbosco (AT), centro di
spiritualità e culla della famiglia salesiana. Il Comitato
"Regina Pacis" di Torino organizza regolarmente questo incontro per
chi desidera approfondire nel raccoglimento e nella preghiera il
proprio cammino interiore alla scuola di Maria. E così anche
il 10 ottobre scorso circa 2000 persone hanno stipato i locali del
Santuario e si sono lasciati condurre dalla guida sapiente di
p.Tomislav.
«"Io verrò nella tua casa..." è l'annuncio che
Gesù rivolge a Zaccheo (Lc 19), tema sul quale si è
riflettuto: "Quando intuiamo la presenza di Cristo alla soglia del
nostro cuore, si manifestano in noi due diversi sentimenti: gioia,
perché Dio è grande, infinito e pieno di doni e,
contemporaneamente, paura, perchè Gesù è Luce
pura che rivela ciò che in noi, nella nostra casa, è
ancora in ombra, ciò che impolverato giace negli angoli.
Questo provoca subito delle resistenze, perché nel profondo ci
sentiamo peccatori e temiamo che Gesù con la sua rivelazione
ci sorprenda, mentre noi desideriamo rimanere nascosti.
In genere cerchiamo Dio per appagare i nostri interessi, ma in questo
modo la porta del cuore rimane chiusa e Gesù non può
entrarvi. La luce divina sconvolge la nostra logica... Così
come visitò Abramo, S.Paolo, la Vergine Maria, anche oggi Dio
vuole visitare e trasformare l'uomo, il cosmo, l'universo. Quando
visita un'anima, Dio la invita ad uscire da se stessa, dalla propria
condizione di peccato: Abramo ha dovuto "uscire" dal suo
atteggiamento di possessività, per quanto esso fosse legittimo
e profondamente radicato nella sua anima di padre. Nel momento in cui
è "uscito", è divenuto padre di molti popoli.
Quando preghiamo e sentiamo che Dio penetra la nostra vita, dobbiamo
subito "uscire" da noi stessi per poter essere trasformati dalla
presenza di Cristo in noi. Il pericolo maggiore per l'anima è
il nostro egocentrismo, perché esso ha il potere di bloccare
l'azione di Dio: l'ingresso di Dio in noi è infatti
condizionato dalla nostra disponibilità ad essere trasformati.
Gesù, entrato nella casa di Pietro per guarire la suocera,
finì per guarire anche altri presenti solo perché
questi si erano aperti alla sua presenza. In un'altra occasione
Gesù cambiò interiormente Zaccheo, che si era detto
disposto a seguirlo... Anche quando il Maestro visitò Matteo
lo invitò a lasciare tutto, ad uscire dal proprio mondo per
diventare discepolo. Dio ci visita perché desidera portarci al
Padre. Arriviamo allora al punto centrale della nostra riflessione:
non è sufficiente che noi preghiamo, adoriamo, pratichiamo la
nostra devozione... In tutto ciò deve esserci una forte
decisione a cambiare continuamente e la totale disponibilità
ad essere trasformati, ad uscire dal proprio mondo per entrare nel
mondo di Dio.
Il desiderio che Gesù ci visiti deve equivalere quindi alla
disponibilità ad essere cambiati. Esistono due elementi
fondamentali che ci aiutano ad uscire da noi stessi: l'umiltà
e la serenità di spirito. Essi ci permettono di rompere il
blocco dell'orgoglio e della logica umana e ci aiutano ad avere una
fiducia incondizionata in Dio. Maria al momento dell'Annunciazione
era umile e serena e proprio per questo Dio ha voluto entrare nel
cuore e nel corpo della Vergine.
Se ci impegnamo a custodire la serenità interiore favoriremo
la crescita della nostra fiducia incondizionata in Dio. Chi sviluppa
questa fiducia, apre il suo essere e riconosce che Dio è
Amore; sboccerà come una pianta a primavera. La tragedia
dell'uomo è la sua incapacità ad aprirsi all'Amore e
alla Bontà di Dio, perché satana farà di tutto
per bloccare questa apertura.
Aperte a Dio le nostre anime cominceranno a generare. Per questo
propongo di compiere due passi. S.Paolo scrive che l'Amore e la Pace
di Dio oltrepassano ogni pensiero umano. Allora bisognerebbe spegnere
ogni pensiero e permettere che l'Amore di Dio agisca oltre. In
secondo luogo, bisogna credere fermamente che Dio ci perdona anche
quando il nostro cuore ci accusa, spinto da rimorsi, scrupoli, sensi
di colpa, ferite...
Non possiamo uscire da noi stessi e venire guariti se non ci apriamo
ad una fiducia che oltrepassa tutto ciò, alla certezza che Dio
è buono e che farà di tutto per salvarci. L'anima deve
trovare aperta la porta della salvezza, la porta attraverso la quale
si viene trasformati.
Ma chi può aiutarci a fare tutto questo?... Maria Santissima.
Dobbiamo diventare suoi amici! Non limitiamo la nostra devozione ad
una recita, ma apriamoci interiormente per sentire la presenza della
Madre. Diventiamo amici degli Angeli, degli Arcangeli: essi ci
comunicheranno la vita del loro spirito. Questi esseri puri
contemplano continuamente Dio e ci trasmettono la loro costante
apertura. In tal modo le nostre anime si ammorbidiranno, le chiusure
svaniranno e noi verremo rigenerati.
Dio ha dato molti segni della sua presenza nel corso della storia. Ma
ciò conta poco quando manca la nostra attenzione interiore, il
desiderio di guardare, seguire, comprendere il Signore. Dio vuole
toccare i livelli più delicati della nostra anima. Allora,
nella preghiera, cerchiamo di non pronunciare solo delle parole, ma
lasciamo che Dio ci tocchi nel profondo; chiediamogli di
trasformarci, di donarci la Luce, di introdurci nella verità
piena. E quando saremo arrivati a sentire in noi gli impulsi dello
Spirito Santo, lasciamo libero Dio di agire con una dinamica forte:
la dinamica della Risurrezione. Così vinceremo la nostra morte
interiore, l'incapacità di trasmettere la potenza di Dio,
l'incapacità di vivere in armonia con gli altri.
Dobbiamo permettere che Dio ci coinvolga, ci trasformi, ci promuova,
e allora sperimenteremo quanto la vita del cristiano sia una vita di
qualità. E' ancora il tempo di quelle grazie particolari che
Dio dona agli uomini per portarli alla risurrezione, allo sbocciare
delle anime. Apriamole dunque a Gesù, perché Egli
desidera visitarci per trasformarci in creatura nuova».
sr. Stefania
P.Tomislav guiderà il CONVEGNO PER GIOVANI "Incontro con Dio
Padre", da giovedì 7 a domenica 10 gennaio, a Numana (AN).
Informazioni e iscrizioni - per il Nord Italia: Roberta, tel.
0332/977649 o Agostino, tel. 030/902733; per il Centro: Andrea, tel.
071/82425; per il Sud: Carmine, tel. 081/5560308.
Così ha parlato Jelena Vasilj ai pellegrini italiani e
francesi il 12 agosto '98:
"Il cammino più prezioso che abbiamo fatto con la Madonna
è stato quello del gruppo di preghiera. Maria aveva invitato i
giovani di questa parrocchia e lei stessa si era offerta come guida.
All'inizio aveva parlato di quattro anni, poi non abbiamo saputo come
staccarci, e così abbiamo continuato per altri quattro anni.
Penso che chi prega può sperimentare ciò che
Gesù voleva dire a Giovanni quando gli ha affidato la Madre.
Infatti attraverso questo cammino la Madonna ci ha veramente dato
vita ed è diventata nostra Madre nella preghiera; per questo
ci facciamo sempre accompagnare da Lei.
Che cosa ci ha detto sulla preghiera? Cose molto semplici,
perché non avevamo altri riferimenti spirituali. Non avevo mai
letto S.Giovanni della Croce o S.Teresa d'Avila, ma attraverso la
preghiera la Madonna ci ha fatto scoprire le dinamiche della vita
interiore. Come primo passo c'è l'apertura a Dio, soprattutto
attraverso la conversione. Liberare il cuore da ogni impedimento per
poter incontrare Dio. Quindi ecco il ruolo della preghiera:
continuare a convertirsi e diventare come Cristo.
La prima volta è stato un angelo che mi ha parlato dicendomi
di lasciare il peccato e poi, attraverso una preghiera di abbandono,
cercare la pace del cuore. La pace del cuore è prima di tutto
liberarsi da tutte quelle cose che sono di ostacolo all'incontro con
Dio. La Madonna ci ha detto che solo con questa pace e liberazione
del cuore possiamo iniziare a pregare. Questa preghiera, che è
anche della spiritualità monastica, si chiama raccoglimento.
E' importante capire però che l'obiettivo non è solo
una pace, una quiete, ma è l'incontro con Dio.
Nella preghiera, comunque, non si può parlare di fasi, di
segmenti, perché tutto questo si incontra anche se io ora sto
facendo un'analisi. Non posso dire che la pace, l'incontro con Dio
arriva al tal minuto, ma vi sto incoraggiando a cercare questa pace.
Quando ci liberiamo, qualcosa ci deve riempire, infatti Dio non ci
vuole far rimanere orfani nella preghiera, ma ci riempie del suo
S.Spirito, della sua vita. Per questo leggiamo le Scritture, per
questo in modo particolare preghiamo il S.Rosario.
A tante persone il Rosario sembra una contraddizione alla preghiera
feconda, ma la Madonna ci ha insegnato quanto questa sia una
preghiera contemplativa. Cos'è la preghiera se non questo
continuo immergerci nella vita di Dio? Il Rosario ci permette di
entrare nel mistero dell'Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione
di Cristo. La ripetizione è utile perché la nostra
natura umana ha bisogno di questo per far nascere una virtù.
Non abbiate paura della ripetizione, anche se c'è il rischio
che la preghiera diventi esteriore. S.Agostino ci insegna che
più noi ripetiamo, più noi preghiamo, più il
nostro cuore si allarga. Quindi quando voi insistete nella vostra
preghiera, siete fedeli e non fate altro che invitare la grazia di
Dio nella vostra vita: tutto dipende dalla nostra libertà e
dal nostro sì.
E poi la Madonna ci ha insegnato a non dimenticare che la preghiera
è una forma di ringraziamento che è vero atteggiamento
interiore di riconoscenza a Dio per tutte le cose meravigliose che ha
fatto. Questo ringraziamento è anche segno della
profondità della nostra fede.
Poi la Madonna ci ha invitati a benedire sempre, certo non parlo
della benedizione sacerdotale, ma dell'invito a mettersi alla
presenza di Dio in ogni circostanza della nostra vita. Benedire
significa vivere come Elisabetta che ha riconosciuto la presenza di
Dio in Maria: così devono diventare i nostri occhi; penso che
sia questo il più grande frutto della preghiera, perché
tutte le cose sono piene di Dio e più noi preghiamo,
più i nostri occhi guariscono per riconoscere. Questo, in
sintesi, è come noi abbiamo strutturato l'esperienza di
preghiera".
D. Ho sentito dire che la Madonna ha una voce di mandolino.
R. Non sarebbe giusto per gli altri strumenti! Io non posso
commentare questo aspetto, perché non sento una voce
esteriore.
D. Lo scoraggiamento è qualcosa di umano o può venire
dal maligno?
R. Può essere una grande tentazione legata al nostro orgoglio,
quando non ci affidiamo alla provvidenza divina e al progetto che Dio
ha per noi. Spesso così perdiamo la pazienza con Dio e quindi
anche la nostra speranza. Come dice S.Paolo la pazienza genera la
speranza, quindi guardate alla vostra vita davvero come ad un
cammino.
Bisogna avere pazienza con se stessi, ma anche con gli altri.
Talvolta c'è bisogno di una guarigione particolare e ci vuole
un aiuto più specifico. Penso comunque che nella vita
spirituale bisogna abituarsi a questo paradosso di vivere la vera
tristezza per i nostri peccati; ma questo non deve essere occasione
di disperazione. Se disperiamo sui nostri peccati o sui peccati degli
altri, è segno che non ci siamo affidati a Dio. Satana sa che
questa è al nostra debolezza e quindi ci tenta
così.
Necessità di un gruppo e di una guida spirituale -
D. Che cosa può dirci per seguire lo stesso cammino?
R. Prima di pensare alla giornata di preghiera, pensate ad un gruppo
di preghiera, soprattutto i giovani. E' molto importante vivere la
nostra spiritualità non solo nella dimensione verticale, ma
anche orizzontale. Questo porta ad una fedeltà quotidiana
personale. Per quanto riguarda sia i giovani che i non giovani, la
Madonna raccomanda non so quante volte la preghiera in famiglia. A
volte quando preghiamo ci fa pregare per le famiglie, perché
Lei vede la soluzione di tanti problemi nella preghiera familiare. La
famiglia è il primo gruppo di preghiera e per questo ci ha
raccomandato di iniziare la nostra giornata pregando in famiglia,
perché chi fa la vera unione tra i membri della famiglia
è solo Cristo.
Poi raccomanda la Messa quotidiana; e se per necessità si
salta la preghiera, si vada almeno alla S.Messa, perché quella
è la preghiera più grande e dà senso a tutte le
altre preghiere. Tutte le grazie vengono dall'Eucaristia e quando
preghiamo da soli, siamo ancora nutriti dalla grazie che riceviamo
nella S.Messa.
Oltre alla Messa la Madonna ha raccomandato di pregare tante volte
durante la giornata, impiegando anche 10-15 minuti per entrare nello
spirito della preghiera. Sarebbe bello se riusciste a stare anche un
po' in silenzio, un po' in adorazione. La Madonna ha detto di pregare
tre ore; in queste ore è inclusa la lettura spirituale che
è molto importante perché richiama la vita spirituale
di tutta la Chiesa.
D. Prima di avere le locuzioni come era la tua preghiera?
R. Pregavo come tanti di voi che vengono qua, una vita retta, andavo
a Messa la domenica, pregavo prima di mangiare e durante qualche
particolare festa pregavo di più, ma certo non c'era questa
familiarità con Dio. Dopo è venuto un invito forte
all'unione con Dio nella preghiera.
Dio non ci invita a pregare solo per metterci a posto: magari faccio
tante cose, accontento tante persone e così anche Dio. Lui ci
chiama ad avere una vita comune insieme a Lui e ciò capita
nella maggior parte della preghiera.
D. Come hai fatto a capire che queste locuzioni non venivano dal
maligno?
R. Per mezzo di un frate, p.Tomislav Vlasic, che voi sicuramente
conoscete. E' essenziale per una vita spirituale il discernimento dei
doni.
D. Come è stata la tua trasformazione spirituale con le
locuzioni?
R. Per me è un po' difficile parlarne perché avevo 10
anni quando sono iniziate le locuzioni e poi Dio trasforma tutti i
giorni. L'uomo è l'unica creazione non finita; se doniamo la
nostra libertà a Dio, noi diventiamo completi e questo cammino
dura tutta la vita, quindi anche io sono solo in cammino.
D. Hai avuto paura all'inizio?
R. Paura no, però forse un po' di confusione, un po' di
incertezza.
D. Quando facciamo delle scelte spirituali, come possiamo riconoscere
il vero discernimento?
R. Io penso che spesso cerchiamo Dio solo quando dobbiamo prendere
una decisione o vorremmo conoscere ciò che dobbiamo fare nella
nostra vita e aspettiamo una risposta immediata, quasi miracolosa.
Dio non fa così. Per risolvere i problemi dobbiamo diventare
uomini e donne di preghiera; dobbiamo abituarci ad ascoltare la sua
voce e questo ci permetterà di riconoscerlo. Perché Dio
non è un juke-box dove mettete una moneta ed esce ciò
che volete sentire; in ogni caso, se si tratta di una scelta
importante, io consiglierei l'aiuto di un sacerdote, una guida
spirituale costante. (continua sul prossimo numero)
In passato don Amorth ci ha parlato più volte del dramma
"unico" di una posseduta, Giovanna, raccomandandola alle nostre
preghiere. Alcuni lettori ci hanno scritto per aver notizie su di
lei. «Giovanna -scrive il fratello missionario p.Ernesto - non
è ancora liberata e soffre sempre di più. Su di lei si
scagliano ininterrottamente gli strali del nemico di Dio... Vogliamo
aiutare questa sorella crocifissa che paga specialmente per i
sacerdoti? ("Me ne ha strappati tanti ed è per questo che
è la mia disperazione" ha confessato satana). Ma in che
maniera possiamo aiutarla? Soprattutto con la S.Messa e il Rosario,
possibilmente intero e recitato in comune...»
Ecco che cosa accadde durante un esorcismo condotto da p. Candido, il
famoso esorcista di Roma: «Stavamo pregando il Rosario quando,
presa da satana, Giovanna mi strappa la corona facendola a pezzi,
sibilando: "Voi e la vostra devozione da vecchiette!" Allora
p.Candido le mette al collo una grande corona, ma Giovanna non la
può sopportare e torce collo e testa in tutte le direzioni,
ansimando furiosamente. "Come mai hai paura della devozione delle
vecchiette?" lo sfida p.Candido. Satana risponde gridando: "Mi
vince". Il Padre incalza: "Poiché hai osato offendere il
Rosario di Maria, ora devi tesserne le lodi. In nome di Dio,
rispondi: E' potente il Rosario?" Risposta: "E' potente nella misura
in cui si recita bene". "Come si fa a recitarlo bene?" R. "Bisogna
saper contemplare". "Cos'è contemplare?" R. "Contemplare
è adorare". "Ma Maria non si può adorare!" R. "E' vero,
si, ma è adorabile (?!)". E prendendo con grazia tra le dita
un grano della corona dice: "Ogni grano è una luce e bisogna
dirlo così bene che nemmeno una stilla di questa luce vada
perduta". Strano predicatore che, contro voglia e contro se stesso,
ha dovuto ammettere la potenza del Rosario!»
Riceviamo: Marija Pavlovic' racconta su Medj., integrato da tutti i
messaggi della Regina della Pace, ed. Shalom, Camerata Picena
(AN);
P. A. Valentini, La Madonna ritorna sulla terra, Convento
francescano, V. Caduti senza croce 5, 37133-Verona, tel
045-8002746;
Tornielli-Zangrando, Papa Luciani, il parroco del mondo, ed. Segno,
Udine.
Per il nuovo ospedale "P.Pio" a Medj.
All'Ufficio tecnico di Citluk è stato presentato il primo
stralcio del progetto esecutivo. Abbiamo pregato per l'impresa il 24
maggio al Palavobis di Milano. Era la vigilia del compleanno di P.
Pio ed è stata offerta e benedetta una sua statua a grandezza
naturale, che il 13 agosto P.Slavko e il confratello P. Barnaba di
Roma hanno solennemente collocato nel Centro Medico Regina Pacis di
Vionica - Medj., primo nucleo operativo dell'ospedale "P.Pio".
Il centro medico sarà funzionante alla fine del prossimo anno,
con guardia medica attrezzata, laboratori di analisi e diagnostica,
poliambulatori, riabilitazione motoria, uniti ai Centri "P.Pio" di
S.Giovanni Rotondo. Pensiamo anche a un piccolo laboratorio di
protesi per i mutilatini di guerra.
Ma quali costi? Ci affidiamo alla Provvidenza. Potete dare il vostro
contributo in lire it. sul ccp 11958434, intestato ad Associazione
"Solidarietà e aiuto per la Casa Internazionale della Pace",
Via Gen. Dalla Chiesa, 38/a, 43015-Noceto (PR).
P. Mannes M. Ghizzardi OP
La Madonna pellegrina in Italia - l'Associazione "Madonna
Pellegrina" annuncia che il 5 dicembre 1998 nel santuario della
S.Casa di Loreto, il vescovo Mons. A. Comastri benedirà le
statue destinate a partire per la "peregrinatio" nell'anno 1999. Sono
invitati anche quelli che non l'hanno ancora potuto organizzare nella
propria zona. Già 20 centri hanno aderito.
Per il Santuario Regina della Pace in Camerun - Sono
già pronti il progetto per il lavori e i permessi per la
costruzione. In seguito al nostro annuncio sono arrivate le prime
offerte dalla Francia. Chi vuole aiutare quest'opera di Maria in
Africa, si rivolga a Comunità Mariana-Oasi della Pace,
02036-Passo Corese (RI) col ccp 11782026, oppure al ccb 5115/36,
Banca di Roma, filiale di 02036-Passo Corese, specificando sempre
"pro Santuario Regina della Pace, Africa-Camerun".
Sacre rappresentazioni per la Sicilia e la Sardegna offerte
dall'Associazione Arte Drammatica "Verona" per il 1999, in
preparazione al Giubileo. Tutto gratuitamente, senza dover rimborsare
alcuna spesa. Rivolgersi a GAD, V. Segantini 14, 37138-Verona,
tel-fax 045-567894.
I 4 volumi delle meditazioni dei padri Tomislav e Slavko
-Aprite i vostri cuori a Maria; Abbandonatevi totalmente a Me;
Pregate col cuore; Vi supplico: ascoltate i miei messaggi e viveteli
- sono ancora i più validi per conoscere il vero spirito dei
messaggi. Sono gratuiti e disponibili nelle principali lingue
presso:Amici di Medjugorje, v. Nirone 9, 20123-Milano.
* Viaggio a Medjugorje - Pullman giornaliero da Trieste
(vicino a staz. FFSS) ore 18, con arrivo a Medj. alle 08 del mattino
successivo; riparte alle 18 da Medj. con arrivo a TS alle 08 (tel
040-425001; £ 108mila, con prenotazione, a/r). Per mare
traghetto da Ancona, lunedì, mercoledì, venerdì
ore 21, sabato ore 22: tel. 071-55218, fax 202618 (ag. Mauro), oppure
tel. 071-204915, fax 202296 (ag. Morandi).
L'Eco di Maria nelle lingue principali si trova a Medjugorje
nel nuovissimo negozio Shalom, a destra davanti alla Chiesa ed ora
anche presso Ain Karim, ultimo negozio della Galleria sotto l'Hotel
Internazionale, nella strada antistante la Chiesa.
Ci consolano le tante lettere di adesione che riceviamo: una per
tutte quella di Otto Mueller che lascia a Rita Gervais la gestione
dei quasi 5mila (!) indirizzi della Svizzera tedesca: "l'Eco è
sempre redatto in una maniera meravigliosa. Ci sono anche molti
lettori che me lo dicono". E' un po' troppo. Se fosse proprio
così, non sarebbe certo merito nostro.
Ci scusiamo se per l'abbondanza del materiale, dobbiamo rimandare
ancora alcuni articoli già annunciati e altri interessanti
quesiti.
I ceki, che sono oggi tra i più numerosi pellegrini di Medj.,
chiedono insistentemente un'edizione di Eco nella loro lingua.
Lanciamo la proposta perché qualcuno l'accolga.
IN FAMIGLIA
Il 21 novembre '98 l'Eco comincia il 16. anno. Sembra sempre morire
per i tanti guai e le assenze di chi vi lavora. Eppure torna sempre a
uscire, per gli inimmaginabili interventi di Colei che finora l'ha
voluto. Rendiamo grazie a Dio con tutti i santi. Con gli altri
collaboratori ammalati, affidiamo al Cuore I. di Maria, il giovane
compositore delle nostre lingue, Matteo, assente per cure e ora
provvidenzialmente sostituito da Alessandro.
Un piccolo bilancio alla fine del 15^anno. Da Mantova partono circa
mezzo milione di copie delle 5 lingue principali (italiano, francese,
inglese, tedesco, spagnolo), mentre le altre 11 edizioni autonome ne
fanno ben più di 300 mila. In tutto oltre le 800.000 copie.
Ora spediamo anche 2000 copie di albanese.
Ringraziamo di cuore e offriamo a Dio tutti i generosi che donano
anche per quelli che non possono e quindi rendono possibile che l'Eco
sia gratuito e arrivi a tutti. Segnaliamo la generosità della
Francia, della Svizzera tedesca e della Svizzera italiana, per le
loro regolari e abbondanti raccolte. Ora abbiamo veramente bisogno.
Per questo inseriamo come ogni anno il ccp da compilare in
stampatello in ogni sua parte. Siccome cresce sempre la richiesta di
invio individuale per posta, preghiamo chi riceve i pacchi per la
distribuzione a mano, di diminuire le copie.
Augurando a noi e a voi di ritornare al primitivo fervore per la
gioia comune, invochiamo su tutti la benezione di Dio e la
benedizione materna per tutto questo tempo che ci prepara alle feste
dell'Immacolata e del Natale.
Villanova M., 28.10.1998
Don Angelo